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Pubblicato il: 14/03/2017 18:52

Stop assistenzialismo fine a se stesso: i nuovi assegni di ricollocazione dell'Anpal rappresentano "il primo, vero intervento di politica attiva nazionale mai realizzato in Italia per aiutare il disoccupato a trovare un lavoro". Così all'Adnkronos Maurizio Del Conte, presidente dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, sugli assegni anti-disoccupazione che partiranno nei prossimi giorni con una fase sperimentale di circa 30mila assegni destinati ad un tredicesimo della platea potenziale di beneficiari, scelti random su scala nazionale.

Una sorta di bonus che "può variare dai mille ai 5mila euro – spiega il giuslavorista – in base alle condizioni di partenza del disoccupato". In sintesi: "più sei vulnerabile sulla base di tutta una serie di criteri che vanno dall'età anagrafica alle competenze, all'area geografica, tra gli altri, maggiore sarà l'assegno".

Assegno che andrà al centro per l'impiego o all'agenzia privata (e non al disoccupato, che percepisce la Naspi) che potranno incassarlo solo se trovano un contratto all'aspirante lavoratore. "L'assegno e' condizionato al risultato e dunque al posto di lavoro", spiega il presidente Anpal. E incalza: "così diciamo basta ai bazar dei colloqui fine a se stessi e stimoliamo la ricerca attiva di un posto". Inoltre se "il centro per l'impiego, pubblico o privato, trova al disoccupato un contratto a tempo indeterminato percepirà l'assegno per intero, in caso di contratti a tempo determinato ma che siano superiori a 6 mesi, prenderà il 50% del bonus".

Docente in Bocconi, Del Conte riconosce la sfida che per primo si trova ad affrontare alla guida della nuova Agenzia istituita con il Jobs Act. Al termine della fase pilota "la misura entrerà subito a regime per tutti i disoccupati che faranno richiesta", spiega. Di certo, osserva, "dalla sperimentazione ci aspettiamo indicazioni importanti sulla filiera dei servizi per l'impiego; sul tasso di risposta e quindi sull'atteggiamento culturale verso il lavoro perché vuol dire che davvero si vuole superare il concetto dei sostegni passivi e, infine, visto che lavoriamo sempre sulla base di un approccio scientifico, vedremo quanto questa misura aiuti, monitorando, controllando e verificandone l'efficacia".