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Il summit dei G7 si terrà a Taormina a fine maggio ma se le accuse piombate addosso al premier giapponese e a sua moglie saranno provate, il leader del Sol Levante potrebbe non essere presente in Sicilia rappresentare la sua nazione.

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Il summit dei G7 si terrà a Taormina a fine maggio ma se le accuse piombate addosso al premier giapponese e a sua moglie saranno provate, il leader del Sol Levante potrebbe non essere presente in Sicilia rappresentare la sua nazione.

In breve i fatti

Al centro della storia una donazione brevi manu fatta da Akie Abe moglie del premier nipponico Shinzo Abe, a Yasunori Kagoike, direttore di un plesso scolastico. Importo della donazione 8.400 euro (1 milione di yen), inezia che, però, sarebbe stata fatta per la creazione di un sistema didattico di stampo fortemente ultranazionalista. Non solo, ma il direttore, interrogato dalla commissione di Bilancio del Parlamento, addirittura in diretta TV, ha confermato che la moglie del premier, in qualità di preside onoraria, avrebbe facilitato e non poco, diverse pratiche inerenti la scuola tra cui proprio quella della donazione che avrebbe permesso l'acquisto di un terreno demaniale sul quale avrebbe poi dovuta essere costruita la scuola, con una valutazione pari al solo 14% del reale prezzo di mercato.

La differenza con l'Occidente

Visti con gli occhi di un occidentale, gli avvenimenti potrebbero passare per un incidente di percorso che, se difficilmente porteranno alle dimissioni di Abe, verosimilmente ne intaccheranno l'immagine, il che, secondo i rigidi parametri nipponici, è un handicap difficilmente risanabile. Anche per questo motivo Shinzo Abe, già durante le prime difficoltà date dall'opposizione che in Parlamento premeva per un chiarimento ufficiale della questione, aveva annunciato eventuali dimissioni nel caso in cui il suo coinvolgimento fosse stato dimostrato.

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