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Il test millimetrico del supporto (long stop) giornaliero favorisce dunque una vivace reazione a Piazza Affari, con l'indice MIB che punta chiaramente a raggiungere il target indicato nel rapporto di ieri.

Il test millimetrico del supporto (long stop) giornaliero favorisce dunque una vivace reazione a Piazza Affari, con l'indice MIB che punta chiaramente a raggiungere il target indicato nel rapporto di ieri. Complice la tenuta del delicatissimo supporto sul BTP, la borsa italiana ambisce a produrre questo impulso ascendente che idealmente dovrebbe completare la sequenza inaugurata a novembre.

Che ci sia ancora del margine verso l'alto, è comprovato dall'esame dell'All Share Italia; nella particolare versione, di nostra realizzazione, che opportunamente esclude il settore bancario. Come si ricorderà, questa raffigurazione del mercato si è resa protagonista di sfondamento, all'inizio dell'anno, dei massimi del 2015: un breakout in piena regola, condito da un seguito che non si è fatto mancare. L'aspetto interessante è che l'All Share Italia ex Banche è prossimo ora alla parete superiore del canale ascendente, entro cui si muove regolarmente da sei anni: ancora un 3% di rialzo e faremo i conti con un traguardo impegnativo. Non sfuggirà come questo margine di potenziale apprezzamento finisca per coincidere con lo spazio che residua all'indice MIB per raggiungere la fascia fra 20700 e 21000 punti.

Per una curiosa combinazione, anche il MSCI Euro ha i punti contati: la chiusura di ieri, a 1150 punti, dista non molto più del 3% dalla resistenza in area 1200, sulla quale ci siamo più volte soffermati. Il problema è che nel frattempo i dati macro cominciano a non supportare più lo sforzo rialzista nell'Eurozona: a 41.7 punti, il CESI continentale si attestava ieri sera ai minimi degli ultimi quattro mesi. In termini assoluti questa involuzione non anticipa necessariamente rovesci di mercato; ma conferma la probabilità che il ritmo di salita degli indici azionari si faccia sempre più tortuoso e tormentato.