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Di Redazionali Blogo.it[1]

Intervista a Enea Dallaglio, amministratore delegato di Innovation Team, società del gruppo MBS Consulting che ha realizzato l’indagine su 3.422 PMI

Welfare Index PMI 2017, intervista a Lucia Sciacca di Generali Italia

Welfare Index PMI 2017, intervista a Lucia Sciacca di Generali Italia

Lucia Sciacca (Direttore Communication & Social Responsibility Generali Italia) ci racconta il progetto Welfare Index PMI, giunto quest'anno alla seconda edizione

Il 28 marzo a Roma sarà presentato il rapporto 2017 del Welfare Index PMI, l’iniziativa promossa da Generali Italia – con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni – per promuovere la cultura del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese.
Il rapporto si basa su un’indagine alla quale hanno partecipato 3.422 PMI.
Ne parliamo con Enea Dallaglio, amministratore delegato di Innovation Team, la società di ricerca del gruppo MBS Consulting che ha realizzato l’indagine.

1. La grande novità di quest’anno è il Rating, la valutazione da 1W a 5W per ogni azienda partecipante. Com’è nata questa idea?

L’idea di creare il rating è nata dalla volontà di offrire un servizio alle tantissime imprese che hanno partecipato quest’anno alla ricerca Welfare Index PMI. Ognuna di esse riceve un indice, un punteggio che misura il livello di welfare offerto dall’azienda ai propri lavoratori. Il Rating Welfare Index PMI permette di rappresentare questo livello in maniera immediatamente comprensibile, con dei valori che vanno da 1W a 5W. Le imprese, se vorranno, potranno utilizzare il rating al proprio interno e nella comunicazione pubblica.

2. Come avviene la classificazione di un’impresa nel Rating Welfare Index PMI?

Abbiamo analizzato più di cento variabili per ogni impresa, relative a dodici aree del welfare aziendale: dalla previdenza e sanità integrativa, ai servizi per la conciliazione vita – lavoro e il sostegno alla maternità, ai contributi per l’istruzione dei figli, ecc… Con un modello di calcolo sono state misurate l’ampiezza delle iniziative di welfare adottate, l’intensità (cioè quali e quante iniziative sono state attuate per ogni area), la proattività (cioè la disponibilità dell’azienda a intraprendere iniziative proprie, non limitandosi ad applicare il contratto collettivo nazionale), il coinvolgimento dei lavoratori. Tutti questi fattori contribuiscono a determinare le cinque classi di rating.

3. Quali sono i profili derivanti dalla vostra ricerca e quante aziende hanno raggiunto il rating più alto?

È importante dire che il Rating Welfare Index PMI è un modo di dare riconoscimento a tutte le PMI che hanno partecipato all’indagine. Il primo profilo, 1W – Welfare Accredited, è quello delle imprese nella fase iniziale di sviluppo del welfare aziendale. I profili 2W – Welfare Supporter e 3W – Welfare Promoter sono, rispettivamente, di imprese che anno attuato iniziative di ampiezza media o superiore alla media. Con 4W – Welfare Leader abbiamo classificato le imprese con un sistema di welfare di rilevante ampiezza, discreta intensità e coinvolgimento dei lavoratori. Il rating 5W è stato assegnato alle Welfare Champion: ventidue imprese di tutti i settori produttivi e di tutte le dimensioni (ce ne sono anche di molto piccole) con un sistema di welfare aziendale di ampiezza molto rilevante, intensità elevata, rilevante impegno economico e organizzativo e sistematico coinvolgimento dei lavoratori.

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Iniziativa realizzata in collaborazione con Welfare Index PMI.

References

  1. ^ Redazionali Blogo.it (www.soldiblog.it)