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Prende il via una ricca settimana di indicazioni macroeconomiche, che potrebbero modificare l'attuale equilibrio nei cambi valutari.

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Prende il via una ricca settimana di indicazioni macroeconomiche, che potrebbero modificare l'attuale equilibrio nei cambi valutari, soprattutto nell'ipotesi di sorprese particolarmente positive o particolarmente negative sul fronte delle attese.

Per quanto concerne l’area euro, il focus attenzionale sarà principalmente incentrato sui dati relativi all'inflazione, sia per quanto concerne l'intera area euro sia per quanto riguarda alcune economie nazionali. In termini complessivi, le stime preliminari relative al mese di marzo dovrebbero confermare che l’aumento dei prezzi al consumo pari al 2,0 per cento era solo una fiammata causata dal rincaro del prezzo del greggio. Nella media euro zona l’inflazione dovrebbe così tornare all’1,8 per cento, spegnendo così i timori di chi riteneva cche l'area dovesse andare incontro a un'inflazione superiore al target della BCE. Riteniamo che il ritorno dell'inflazione su percentuali lontane (al ribasso) dal 2,0 per cento sia ampiamente atteso e, dunque, se nei termini di cui sopra, non dovrebbe affatto deludere e spaventare gli analisti.

Per quanto concerne i dati macroeconomici di inflazione relativi alle singole nazioni, è atteso un calo di egual misura anche in Germania (ma in questo caso la retrocessione di 0,2 punti percentuali dovrebbe condurre il tasso al 2,0 per cento), mentre in Spagna il tasso sarà ben oltre la media eurozona, al 2,8 per cento. Il calo sarà molto più lieve in Francia, che dovrebbe avere un tasso di inflazione inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente, a un livello pari all'1,1 per cento, mentre il dato italiano è visto in stabilità all'1,6 per cento.