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Un altro missile a media gittata è stato lanciato stamattina da Pyongyang, ore 6.42 di Seul, in direzione del Mare del Giappone, viaggiando alla velocità di 60 km/h. Non è sfuggito a nessuno, che l’ennesima provocazione della Corea del Nord sia arrivata alla vigilia del vertice tra USA e Cina a Mar-a-Lago, in Florida, dove il presidente Donald Trump accoglierà il collega Xi Jinping e tra i temi di discussione vi è proprio il regime di Kim Jong-Un. La situazione è assai critica, perché il leader nordcoreano segnala di essere indisponibile a una qualche forma di ragionevole compromesso, sfuggendo al controllo anche dell’alleato di Pechino, che a partire dal mese di febbraio ha congelato le importazioni di carbone. (Leggi anche: Vertice USA-Cina, perché Trump non può sbagliare[1])

Trump ha chiesto esplicitamente ai cinesi di fermare Jong-Un, altrimenti farà da solo. La Cina rappresenta il 90% delle esportazioni nordcoreane, per cui il suo embargo farebbe collassare nel giro di poche settimane l’economia dello stato filo-stalinista. Il solo blocco delle importazioni di carbone dovrebbe pesare per un terzo dell’economia nordcoreana. A rischio, nel caso di embargo totale, vi sarebbero 3 miliardi di esportazioni verso la Cina, un danno insostenibile per il regime, che avrebbe le ore contate.

Il collasso della Corea del Nord

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Su una popolazione di 25 milioni di abitanti, 10 milioni sono malnutriti e 18 milioni si alimentano solo grazie al cibo razionato. E secondo l’ONU, 3,5 milioni non hanno nemmeno accesso all’acqua potabile. Pyongyang dedica quasi un quarto del suo pil alle spese militari, la percentuale più elevata al mondo. (Leggi anche: Economia Nord Corea in ginocchio senza Cina[2])

Proprio le spaventose condizioni economiche in cui versa la popolazione della Corea del Nord fungerebbe da freno per un embargo cinese. Pechino teme che un collasso del regime di Jong-Un, oltre a creare le premesse per una riunificazione con la Corea del Sud, finisca per alimentare una fuga di massa dei suoi abitanti verso le province nord-orientali cinesi, provocando tensioni interne, trattandosi di aree povere, oltre tutto. Per non parlare del fatto, che l’arsenale nucleare oggi in mano a Jong-Un entrerebbe in possesso di chi ancora nemmeno immaginiamo. Insomma, Trump e Jinping avranno nei prossimi due giorni di che parlare sul punto, anche se l’ultima sceneggiata del dittatore di Pyongyang potrebbe avere reso più vicine le posizioni dei due leader.

References

  1. ^ Vertice USA-Cina, perché Trump non può sbagliare (www.investireoggi.it)
  2. ^ Economia Nord Corea in ginocchio senza Cina (www.investireoggi.it)