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Secondo alcuni analisti, le aste per i diritti tv del calcio in Italia, negli ultimi anni, sono state truccate a favore di Mediaset e per penalizzare (ovviamente) Sky. I bandi di gara, infatti, sarebbero stati scritti su misura per favorire ‘Premium’ con l’aiutino dell’advisor Infront e con il lasciapassare della maggior parte delle squadre, con in prima linea Galliani (è chiaro!) ma anche il buon Claudio Lotito. Ebbene, stanno per aprirsi le aste per i diritti tv e streaming nel calcio nel triennio 2018-2021 e le incognite sono parecchie: la grande novità è la possibilità che intervengano aziende come Telecom e Vodafone soprattutto, ma anche piattaforme come Amazon, in prima linea, ma anche Netflix; si azzarda la possibilità di offerte anche da parte di Facebook e Twitter; l’altro elemento è dato da Mediaset che, dopo aver dichiarato che il calcio non è più d’interesse, ha appena fatto ricorso e probabilmente presenterà un’offerta.

Approfondimento – Diritti TV serie A, perché la distribuzione in Italia è meno equa che all’estero?[1]

Come sarà vedere le partite di calcio con i diritti streaming assegnati ad aziende come Telecom e Vodafone?

Come si diceva, le incognite sono tante. Analizziamo lo scenario secondo il quale a vincere l’asta per i diritti tv sia un’azienda di telecomunicazioni come Telecom o Vodafone. Innanzitutto, occorre sottolineare che l’unico fine per un’azienda del genere sarebbe quello di accrescere i propri abbonamenti sulla banda larga; l’ipotesi è la seguente: l’acquisizione del pacchetto principale (quello con le 4 squadre migliori del campionato, le 3 che sono state promosse e il club con il minore bacino di utenti, per quanto concerne la trasmissione online; e l’acquisizione del pacchetto D, quello con le altre 12 squadre di serie A, per la trasmissione su tutte le piattaforme. Costo di questa operazione? Stando agli analisti, almeno 700 milioni di euro.

Curiosità: Quali sono i 10 calciatori più pagati al mondo? La TOP TEN nasconde un vero mistero[2].

Le criticità sono parecchie: innanzitutto, occorre che l’operatore garantisca una copertura ben funzionante su tutto il territorio italiano, cosa non scontata; in secondo luogo, dovrebbero essere sostenuti anche i costi per la costituzione delle necessarie infrastrutture giornalistiche, altra cosa non di poco conto. L’analisi, così svolta, proviene da Giovanni Palazzi, consigliere delegato di Stage Up, e la potete consultare a questo link[3].

Qui, Calcio: business, Champions League ed Europa League, cosa conta di più?[4]

Diritti calcio in tv e streaming: una nuova frontiera poco apprezzata in Italia

L’Italia è un paese restio per quanto concerne la visione in streaming di contenuti come ad esempio le partite di calcio, anche se gli ultimi dati parlano comunque di un discreto aumento della percentuale. La serie A, comunque, ha deciso di fissare la medesima base d’asta per i diritti streaming, identica a quella per la visione in digitale o satellitare. Ma chi potrebbe essere interessato a questo mercato? ovviamente, Telecom e Vodafone, ma a quanto pare anche Amazon e Netflix, quest’ultima meno probabile, potrebbero farci un pensierino. Questo scenario, al momento, sembra essere difficile da realizzarsi, soprattutto in Italia, ma riguarda comunque il futuro.

Concludiamo, comunque, dicendo che, stando così le cose, l’azienda che con ogni probabilità si aggiudicherà l’asta per le squadre di serie A più importanti sarà Sky. Anche se qualche sorpresa potrebbe accadere.

References

  1. ^ Diritti TV serie A, perché la distribuzione in Italia è meno equa che all’estero? (www.investireoggi.it)
  2. ^ Quali sono i 10 calciatori più pagati al mondo? La TOP TEN nasconde un vero mistero (www.investireoggi.it)
  3. ^ questo link (it.businessinsider.com)
  4. ^ Calcio: business, Champions League ed Europa League, cosa conta di più? (www.investireoggi.it)