CONDIVIDI

Sono stati 1.004 i comuni italiani chiamati a rinnovare ieri i consigli e ad eleggere il nuovo sindaco, ma l’attenzione mediatica era concentrata sulle 5 grandi città: Genova, Palermo, Parma, Verona e Monza. L’affluenza complessiva è stata del 60,7% e il dato che salta agli occhi è il magro risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle in tutte le suddette competizioni. Nel capoluogo siciliano, grazie all’abbassamento del quorum al 40% per evitare il ballottaggio, il sindaco uscente di centro-sinistra, Leoluca Orlando, vince con quasi il 46% dei consensi contro il candidato del centro-destra ed ex PD, Fabrizio Ferrandelli, che ottiene poco più del 32%.

A Genova, clamorosa avanzata del centro-destra, che con Marco Bucci sfiora il 39% contro il 33,5% di Giovanni Crivello (centro-sinistra). La città di Beppe Grillo, complice la lotta fratricida dentro lo stesso M5S, non regala al movimento alcuna soddisfazione. Altro schiaffo ai grillini anche a Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dall’M5S pochi mesi fa, ottiene il 35% e se la vedrà al ballottaggio del 25 giugno contro il candidato del centro-sinistra Paolo Scarpa, 32%.

A Verona, la sfida è un po’ tutta nell’ambito del centro-destra, coalizione del sindaco uscente Flavio Tosi, che ha rotto con la sua stessa maggioranza. E così, la sua compagna Patrizia Bisinella con il 23,6% approda al secondo turno e sfiderà Federico Sboarina, che di voti ne ha presi il 29,3%. Nelle altre città principali, la sfida sarà tra due settimane tutta tra centro-destra e centro-sinistra. Parliamo tra l’altro di Monza, Padova, La Spezia, Taranto, Catanzaro, L’Aquila.

Nel complesso, possiamo riassumere affermando che il centro-destra, unito a livello locale più che sul piano nazionale, sembra risorgere dalle sue ceneri, il PD tiene abbastanza bene un po’ ovunque, mentre i grillini sono reduci da una pesante sconfitta, che aprirà all’interno del loro movimento una seria riflessione sugli errori commessi al livello di comunicazione, oltre che dalla giunta Raggi a Roma, che in questo primo anno di amministrazione non ha certo brillato per risultati e trasparenza.

I risultati fanno ben sperare la coalizione di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che conferma il trend positivo dello scorso anno, quando già segnalava una buona performance nei comuni in cui si presentava unita. Fa tirare un sospiro di sollievo a Matteo Renzi, dopo il tracollo alle amministrative del 2016. Un esito, quello di ieri, che non depone certamente in favore della tenuta del governo Gentiloni, con i due schieramenti di centro-destra e centro-sinistra, che rispetto a sabato scorso troverebbero maggiore coraggio nell’andare alle urne. I pentastellati fanno ora un po’ meno paura. (Leggi anche: Mercati euforici per elezioni meno vicine, ma ecco perché sbagliano[1])

References

  1. ^ Mercati euforici per elezioni meno vicine, ma ecco perché sbagliano (www.investireoggi.it)