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Eni[1]

Il titolo è salito in controtendenza beneficiando anche delle buone notizie arrivate dalla Norvegia dove la produzione a Goliat può continuare.

Tra le blue chips che oggi sono riuscite ad evitare le vendite e a salire in controtendenza a Piazza Affari troviamo ENI. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso fermandosi sulla parità, oggi è salito dello 0,43% a 13,96 euro, con quasi 16 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 14,5 milioni di pezzi.
Eni ha beneficiato quest'oggi del recupero dei prezzi del petrolio che si sono riportati al di sopra dei 46 dollari al barile, ma anche delle notizie arrivate dalla Norvegia.
Le compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno stipulato un accordo salariale con i lavoratori sabato scorso, terminando la minacci di uno sciopero che avrebbe tagliato l'output in cinque campi, fra i più produttivi della Norvegia. L’associazione norvegese di petrolio e gas, che ha negoziato per conto delle società petrolifere, aveva avvertito che uno sciopero del sindacato Lederne avrebbe tagliato la produzione nel paese di oltre 400mila barili di oro nero al giorno.
Gli analisti di Equita SIM ricordano che i cinque campi sono gestiti da Statoil, Shell e Eni e nel caso di quest'ultima il campo a rischio era quello di Goliat, la cui produzione giornaliera è pari a 100mila barili, di cui 65mila in quota ENI.
Confermata la view positiva sul titolo che per la SIM milanese resta da acquistare con un prezzo obiettivo a 17 euro.

References

  1. ^ Eni (www.trend-online.com)

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