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Piazza Affari inizia la settimana di contrattazioni all’insegna della cautela, frenata dal crollo di STM, che sconta il forte sell off che si è abbattuto lo scorso venerdì sul Nasdaq, con le vendite che hanno preso di mira titoli come Apple e Alphabet.

L’azione riporta un tonfo del 5% circa. La buona notizia, a conferma dello smorzarsi dei timori sul rischio di elezioni anticipate in Italia è l’andamento dello spread BTP-Bund a 10 anni, che continua a perdere terreno, attestandosi al di sotto della soglia di 175 punti base, in calo di oltre -3,5%. I tassi sui BTP decennali scendono anch’essi di oltre il 3% al 2,02%, mentre quelli sui Bund tedeschi a 10 anni avanzano dello 0,37% a quota 0,26%.

Gli investitori guardano anche all’esito delle elezioni amministrative in Italia, da cui è emerso che il M5S (movimento temuto dagli investitori che puntano sull’Italia, in quanto populista e antieuropeo) è rimasto escluso dai ballottaggi delle grandi città.

Ottimista sull’azionario italiano è Peter Boockvar, responsabile analista di mercato di the Lindsey Group and co-responsabile degli investimenti presso Bookmark Advisors. In un articolo pubblicato di recente su Cnbc, Boockvar illustra la sua strategia.

“Fortunatamente ho iniziato pochi anni fa a cercare valore al di fuori dei listini azionari Usa, costretto dalle valutazioni estreme negli Usa, a guardare ai mercati emergenti e all’Europa, dove molti erano i titoli azionari convenienti”. Tuttavia “ritengo che ora ci sia meno valore in Europa dopo il forte rally anche se, guardando in prospettiva, il mercato azionario italiano oscilla a un valore inferiore tuttora di oltre il 50% rispetto al record testato nel 2007, mentre la Spagna presenta valori inferiori rispetto al massimo del 2007 di circa il 30%”.

Vale la pena menzionare l’articolo pubblicato oggi sull’Economia, l’inserto economico del Corriere della Sera, “50 fondi che rendono (e costano poco)”.

In particolare Roberto Brasca, vicepresidente di AcoMeA e gestore del fondo AcomeA Italia, tra i migliori nella gara del rapporto rendimento costi, alla domanda su quale sarà la performance di Piazza Affari nei prossimi mesi, risponde:

“Ad un certo punto potrebbe esserci una correzione”. Ma tiene a precisare: “Ma non mi aspetto un crollo”, aggiungendo che “negli ultimi 12 mesi, molti osservatori hanno sopravvalutato l’impatto delle vicende politiche sul mercato. E’ successo anche il Italia dopo il referendum sulle riforme costituzionali. Non dimentichiamo che il listino giace su livelli ridicoli, in termini valutativi, rispetto ad altri Paesi”.

Di fatto, a dispetto del balzo del Ftse Mib +9,2% nella prima parte dell’anno, l’articolo fa notare che “i prezzi sono a sconto e offrono una qualche protezione rispetto a eventuali inversioni di rotta”. Guardando ai comparti, quello finanzario è tra i favoriti dai gestori di AcomeA:

“Siamo disposti a tollerare un po’ di volatilità nel breve termine, perchè crediamo che il settore sia sottovalutato. Anche nel comparto tecnologico si possono trovare numerose società interessanti. Più in generale crediamo che le telecomunicazioni offrano ancora valore”.

Così Pietro Di Lorenzo, amministratore unico di SOS Trader, commenta nella sua newsletter “Buy&Sell”:

“Il FtseMib disegna una white spinning top che tocca i massimi dal 25 maggio. L’indice, dopo 3 settimane consecutive negative, mostra timidi segnali di reazione a contatto con il supporto in area 20.600 punti, festeggiando il fallito accordo sulla legge elettorale che scongiura elezioni anticipate”.

L’avvio della sessione odierna di Piazza Affari, anticipa Di Lorenzo, è condizionato sia dalle “importanti vendite scattate sul Nasdaq nelle ultime battute della scorsa settimana”, sia “dagli esiti delle elezioni locali che vedono la prima sconfitta per il Movimento 5 stelle, estromesso dai ballottaggi delle principali città”.

Di Lorenzo spiega che si entra in una settimana cruciale:

“Entriamo nella settimana delle scadenze tecniche e della decisione della Federal Reserve che quasi certamente mercoledì annuncerà il secondo rialzo dei tassi del 2017, il quarto dal dicembre 2015 quando ci fu la prima stretta dal 29 giugno 2006 (allora furono portati al 5,25%). E riguardo ai titoli interessanti segnala i seguenti casi.

  • CNH disegna una Long white che riporta i prezzi a contatto con la resistenza chiave passante in area 10.35€. Una chiusura superiore a questo livello, fornirà un significativo segnale di continuazione rialzista.
  • Test della resistenza chiave in area 15.2€ anche per STM. Il break out di questo livello fornirà un solido segnale Long
  • Ci attendiamo grande volatilità su UBI, nel primo giorno dell’aumento di capitale! Possibile sfruttare la volatilità con rapide operazioni intraday
  • BANCA GENERALI mostra crescente forza relativa chiudendo la settimana in rialzo del 5.55%. Il superamento di area 28.5€ potrebbe calamitare nuovi acquirenti
  • SARAS disegna un interessante V Reversal. Il superamento di area 2.3€, potrebbe innescare una ulteriore accelerazione.