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Il G7 dell’ambiente a Bologna si avvia alla sua conclusione e sono già in tanti a parlare di flop. Non che le aspettative, sul vertice tenutosi nella città emiliana, fossero alte. Anzi. D’altronde, la posizione degli Stati Uniti d’America inerente il clima e, in particolare, sugli accordi di Parigi, è chiara da tempo. Ancora di più dopo l’annuncio ufficiale da parte del loro presidente, Donald Trump[1], che dalla Casa Bianca ha comunicato che gli Usa inizieranno a negoziare un nuovo accordo sul clima, definendo “negativo” per il popolo americano l’accordo raggiunto a fine 2015 dai grandi della Terra.

“Accordo su tutto, tranne sul clima”

Il ministro dell’ambiente italiano Galletti, durante una pausa dei lavori del G7, ha espresso la propria soddisfazione per l’accordo completo su tutti i temi affrontati, “tranne sul clima”. Un dettaglio, questo, non trascurabile, se la parte mancante è rappresentata dagli Stati Uniti d’America. Gian Luca Galletti ha inoltre parlato di obiettivi, come quello di ricucire uno strappo che, ad oggi, rimane insanabile. “Riallacciare un filo comune”, sarebbe questa la volontà dei Paesi presenti a Bologna, come ha dichiarato Galletti, dunque anche gli Usa. Tra poche ore, intanto, è previsto il documento finale, che servirà per una sintesi dei risultati del vertice.

Quanto finora accaduto però stride con le dichiarazioni del ministro Galletti. Da una parte si registra l’uscita di scena, anche se ampiamente annunciata, del ministro dell’ambiente americano Scott Pruitt, a causa di un incontro programmato da tempo con Donald Trump. Dall’altra parte, la posizione degli Stati Uniti sugli accordi climatici di Parigi non è cambiata di una virgola rispetto alla scorsa settimana, dopo l’annuncio di Trump. E quando si parla della partita dell’ambiente, non si può prescindere dal tema del clima. Senza unità su questo punto, il rischio è di andare incontro ad una sconfitta. Per tutti.

References

  1. ^ Donald Trump (www.investireoggi.it)