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Flash crash dell’oro. Poco dopo le 10 ora italiane, le quotazioni dell’oro sono crollate di $12, a $1.242 l’oncia, nell’arco di un minuto appena, sulla scia di smobilizzi dal valore nozionale di $2 miliardi. E alle 10.20, i volumi di scambio erano il 150% superiori rispetto alle medie recenti.

Bloomberg ha spiegato l’episodio con un fat-finger, anche se diversi trader guardano con scetticismo a tale spiegazione, e credono piuttosto a un intervento da parte delle banche centrali.

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Il tonfo dell’oro è stato accompagnato dal solito balzo del rapporto dollaro-yen (fenomeno che si verifica in questi casi), balzato a JPY 111,66. Conseguenze anche sui titoli di Stato Usa, i Treasuries, che sono capitolati ai minimi di seduta, mentre quello che è stato definito “un calo inatteso” delle quotazioni dell’oro ha sostenuto al rialzo le quotazioni del Dollar Index, salito ai massimi intraday.

Di certo, per le quotazioni dell’oro, non aiuta il record diffuso venerdì scorso dalla US Commodity Futures Trading Commission: dai dati è emerso infatti che, nella settimana terminata lo scorso 20 giugno, gli hedge fund e i money manager hanno ridotto le posizioni nette lunghe sull’oro scambiato sul Comex per la seconda settimana consecutiva, tagliando in modo lieve anche quelle che avevano accumulato sull’argento.