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Janet Yellen potrebbe avere i mesi contati come governatore della Federal Reserve. A scriverlo è Politico, secondo cui il presidente Donald Trump dovrebbe nominare un successore al termine del mandato, che scadrà ufficialmente il 3 febbraio dell’anno prossimo. E in pole position per rimpiazzare la prima donna a capo della banca centrale americana vi sarebbe Gary Cohn, attualmente direttore del National Economic Council, ex presidente di Goldman Sachs, dove ha lavorato per un quarto di secolo sin dal 1990.

“Se Cohn vorrà quel posto, lo otterrà”, avrebbe confidato al quotidiano USA un esponente repubblicano. L’uomo, 56 anni, è registrato alle liste elettorali come democratico, ma ha effettuato donazioni anche per il Partito Repubblicano. Non ha fatto parte dello staff di Trump in campagna elettorale e ha conosciuto il presidente solo dopo la vittoria di novembre, quando questi lo ha nominato a capo dei consiglieri economici della Casa Bianca.

Di Cohn si parla anche come possibile futuro capo staff della Casa Bianca, un ruolo di grande prestigio, anche se essere governatore della Fed significa avere una grande influenza sull’economia mondiale nel breve termine, attraverso le scelte di politica monetaria per la super-potenza USA. E se venisse realmente nominato come successore della Yellen, sarebbe il primo non economista nel ruolo da 40 anni a questa parte. L’ultimo caso risale all’amministrazione Carter, quando per poco più di un anno fu a capo della Fed William Miller. (Leggi anche: Trump accusa la Yellen sui tassi Fed[1])

Il difficile rapporto tra Trump e Yellen

Raggiunto dai giornalisti, Cohn si è limitato a rispondere di avere al momento “un gran bel lavoro”, ma è evidente che sia un candidato in corsa per sostituire l’attuale governatore, attaccato duramente da Trump in campagna elettorale, quando l’accusò di ricevere ordini da Barack Obama per tenere i tassi azzerati e sostenere così fittiziamente l’economia americana.

Da quando Trump è presidente, i toni verso la Yellen sono cambiati, tanto che nei mesi scorsi non si escludeva un secondo incarico per la donna. In realtà, negli ambienti della maggioranza darebbero prossime allo zero le probabilità di un nuovo mandato, per cui tutti s’interrogano sul nome del successore e il pedigree di Cohn potrebbe essere adatto, godendo di un certo sostegno anche tra i democratici.

Cohn non è un economista, dicevamo, per cui risulterebbe meno pratico di politica monetaria, ma molto esperto di mercati finanziari. Questo potrebbe servirgli proprio nel gestire la transizione da una politica dei bassi tassi a una normalizzazione, che passa anche per il dimagrimento del bilancio dell’istituto, quintuplicatosi dalla fine del 2008 a 4.500 miliardi di dollari e che dovrebbe essere smaltito molto gradualmente a partire dalla fine di questa estate. (Leggi anche: Riunione Fed, tassi USA e bond in portafoglio[2])

Fine 1° parte. Vai a pagina 2[3]

References

  1. ^ Trump accusa la Yellen sui tassi Fed (www.investireoggi.it)
  2. ^ Riunione Fed, tassi USA e bond in portafoglio (www.investireoggi.it)
  3. ^ Vai a pagina 2 (www.investireoggi.it)