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Pubblicato il: 11/08/2017 19:57

Mps chiude il primo semestre dell'anno con una perdita netta di 3,24 miliardi di euro. Un rosso dovuto all'impatto di 4 miliardi di euro di rettifiche legate all’operazione di cessione di crediti per 26 miliardi di euro e alla svalutazione della partecipazione nel fondo Atlante per 30 milioni. A incidere positivamente, invece, 523 milioni di plusvalenza per la vendita del merchant acquiring e da 530 milioni per la parziale iscrizione in bilancio di attività fiscali differite, le Dta, precedentemente non iscritte. Intanto nei primi sei mesi dell'anno la raccolta diretta della banca senese è stata di 106,5 miliardi di euro, in aumento di 2 miliardi rispetto alla fine del 2016. L'aumento è dovuto alla componente commerciale, con una "significativa crescita" dei conti correnti e dei depositi vincolati con la clientela commerciale, in crescita di 9,4 miliardi dal dicembre 2016, si spiega dall'istituto.

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E dopo il completamento del processo di ricapitalizzazione precauzionale, con la conversione dei bond subordinati, l'agenzia Fitch ha alzato a 'B' da 'B-' il rating a lungo termine e quello sul debito senior assegnati a Mps, con outlook stabile. E dagli aggiornamenti della Consob è emerso che dietro allo Stato, azionista della banca con il Ministero dell'Economia e delle Finanze al 52,18%, il secondo socio sono le Assicurazioni Generali, che detengono il 4,32% del capitale dopo la conversione dei bond subordinati. La francese Axa possiede il 3,17%, mentre Mps possiede il 3,18% del proprio capitale.

Quanto ai conti del semestre le rettifiche nette di valore per il deterioramento dei crediti, delle attività finanziarie e altre operazioni sono stati di 4,67 miliardi. Gli oneri operativi ammontano a 1,26 miliardi, in lieve miglioramento rispetto al primo semestre 2016. Le commissioni nette si attestano a 858 milioni, in calo dell’8,8% su base annua, per l'impatto della contabilizzazione del costo della garanzia sulle emissioni di 11 miliardi di euro di obbligazioni con garanzia governativa e dai minori proventi in arrivo dal comparto del credito.

Il risultato netto della negoziazione e delle attività finanziarie è diminuito dell'86,5% a 42,9 milioni. Il margine di interesse è di 903 milioni, in flessione del 12,7%, e i ricavi si attestano a 1,85 miliardi, in calo del 21%. Solida la posizione patrimoniale dopo la ricapitalizzazione precauzionale, con il patrimonio netto di 11,3 miliardi e il Cet1 transitional al 15,4%. L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del gruppo alla fine del semestre è risultata di 45,5 miliardi, in flessione sia rispetto a fine dicembre 2016 (-0,3 miliardi) che rispetto a fine marzo (-0,5 miliardi).