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Di re.mar.[1]

Novità in tema di buoni pasto: cosa cambia con la riforma del Mise, come e dove possono essere spesi i ticket mensa aziendali. Tolto il divieto di cumulo, dal 9 settembre nuove norme in vigore.

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Novità buoni pasto nel decreto licenziato dal Mise, Ministero dello Sviluppo economico, pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale e che entra in vigore il 9 settembre 2017: i ticket saranno cumulabili fino a otto massimo in in giorno e potranno essere usati anche negli agriturismi, ma soltanto per mangiare. Secondo le precedenti e ancora valide norme in vigore non è invece possibile cumulare i buoni pasto per fare la spesa e i lavoratori possono usarne uno solo al giorno invece degli otto che saranno cumulabili da settembre.

Non è una novità invece l'incedibilità dei buoni pasto per le giornate in cui non si è al lavoro, mentre viene esteso l'ambito in cui si possono utilizzare: oltre a supermercati, bar e pizzerie anche per "pasti e bevande" in agriturismi, mercatini, mercati e ittiturismo, cioè i soggiorni turistici presso case di pescatori per gustare piatti tipici.

I commercianti di Fipe-Confcommercio criticano però il decreto: «si alimenta sempre più il sistema speculativo che affligge la filiera dei buoni pasto. Snaturando il valore facciale del ticket e concedendo un maggiore peso negoziale allo Stato e alle aziende private che bandiscono le gare per le società emettitrici di buoni pasto».

Per il presidente Aldo Cursano[2]: «le gare al ribasso si chiudono con un sconto che oscilla tra il 20 e il 22% e qualcuno alla fine lo deve pagare. Il datore di lavoro fornisce ai propri dipendenti un buono da sei euro circa, l’impiegato va nel bar o in pizzeria e consuma per quell’importo, ma quando l’esercente va a riscuotere quel ticket lo trova decurtato almeno del 10%. Pur di avere clienti e non rimanere fuori dal giro lavora sottocosto e in più deve attendere mesi prima di riscuotere i soldi che ha anticipato».

Novità buoni pasto: dove possono essere spesi

Più in dettaglio[3], come riferisce ItaliaOggi, i buoni pasto, dopo l'abolizione formale del divieto di cumulo dal 9 settembre saranno spendibili oltre che per quello per cui sono nati – mensa aziendale ed interaziendale – anche presso esercizi di somministrazione di cibo e bevande, vendita al dettaglio di alimentari, compresi i mercati agricoli, ittituristici e negli agriturismi.

Per agevolare coltivatori diretti e i mercati, la norma permette l'acquisto con i buoni pasto anche di "alimentari e bevande" non solo quindi prodotti "pronti al consumo": per i prodotti sugli scaffali del supermercato questo vuol dire ad esempio sì per pasta, latte e derivati. Resta il divieto di acquisto per altri prodotti come detersivi e pannolini.

References

  1. ^ re.mar. (www.soldiblog.it)
  2. ^ il presidente Aldo Cursano (www.corriere.it)
  3. ^ in dettaglio (www.repubblica.it)