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La view di Canegrati analista finanziario a Blackpearlfx

Emanuele Canegrati, PUBBLICATO:
Per info visita il sito: blackpearlfx.com[1]

Gli ultimi dati sul tasso di inflazione diffusi in Europa e Stati Uniti hanno confermato, una volta ancora, la stagnazione dei prezzi.

Ecco la view di Canegrati analista finanziario a Blackpearlfx[2].

Gli ultimi dati sul tasso di inflazione diffusi in Europa e Stati Uniti hanno confermato, una volta ancora, la stagnazione dei prezzi, con il tasso registrato nell'area euro attestatosi a +1,5%, in rialzo di +0,2% rispetto al dato precedente e più alto rispetto alle aspettative degli operatori, che si attendevano una crescita pari a +1,4%. Tuttavia, la "core inflation", ovvero l'inflazione depurata dalla componente più voltatile dei prodotti energetici e alimentari, è cresciuta soltanto del +1,2%. Una rilevazione che verrà molto probabilmente utilizzata durante il prossimo meeting del Consiglio Direttivo dal governatore della BCE Mario Draghi per motivare l'ennesimo rinvio del tapering di Francoforte dal programma di stimoli ultra-espansivi avviato per sostenere la crescita dell'Eurozona, dal quale la banca centrale fatica ad uscire.

Ancora più deludenti (se di delusione per una bassa inflazione si può mai parlare) i dati relativi alla crescita dei prezzi negli Stati Uniti, dove il relativo tasso è stato pari a +1,4%, invariato rispetto al mese precedente. Il tasso annuale relativo alla "core inflation" è sceso di un decimo di punto al +1,4%, la terza diminuzione nel corso del 2017.

Entrambi i tassi di crescita dei prezzi, nell'Eurozona e negli Stati Uniti, si trovano quindi attualmente sotto la soglia del 2%, reputata da entrambe le banche centrali il valore obiettivo, perché esso significherebbe che la crescita economica è accompagnata da un moderato aumento dei prezzi. Il fatto che il tasso d'inflazione sia ancora al di sotto del livello desiderato ha delle conseguenze anche sulla politica monetaria delle due banche centrali, in un momento delicato in cui esse stanno discutendo circa la strategia d'uscita dalle politiche monetarie ultra-espansive intraprese dopo lo scoppio della Grande Crisi del 2008. Specialmente per la Fed, la "crescita senza inflazione" rimane un enigma irrisolto. Perché, si chiedono i banchieri centrali, i prezzi non crescono, nonostante la maxi iniezione di liquidità all'interno del sistema economico? Eppure, per loro, la teoria keynesiana insegna che in una situazione di "sottoccupazione" delle risorse la banca centrale può raggiungere l'equilibrio economico attraverso una bella politica monetaria espansiva, che produce, alla fine, il risultato di aumentare i prezzi. La teoria monetarista, inoltre, insegna che l'inflazione è "sempre e comunque un fenomeno monetario" e la teoria quantitativa della moneta di Milton Friedman suggerisce che il tasso di crescita dei prezzi è una funzione lineare del tasso di crescita della moneta nel sistema. Aumenta l'offerta di moneta e otterrai maggiore inflazione, in sintesi.

References

  1. ^ blackpearlfx.com (www.blackpearlfx.com)
  2. ^ Blackpearlfx (www.blackpearlfx.com)

Original Article