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Gli investitori si preparano a una giornata densa di appuntamenti. Ovviamente il clou sarà la banca centrala europea.

L’euro incastra Draghi

By Peter Rosenstreich

Gli investitori si preparano a una giornata densa di appuntamenti. Ovviamente il clou sarà la banca centrala europea. È improbabile, però, che da questa riunione arrivino informazioni concrete sul corso della strategia di politica monetaria della banca. Inizialmente avevamo previsto che la banca avrebbe delineato un percorso verso la normalizzazione. Ma la recente forza dell’euro farà sì che la BCE continui a concentrarsi sui tassi di cambi, tralasciando eventuali discussioni sulla proroga del programma di acquisto titoli. Sebbene nell’UE i dati economici siano migliorati in modo significativo, un leggero ritardo nel valutare la reazione del mercato alle azioni della Fed non pone grossi rischi di un’impennata delle prospettive d’inflazione.

Tuttavia, solleticare il mercato con accenni a un taglio del QE (seppur smorzato da una piccola proroga) potrebbe far risalire l’EUR/USD sopra 1,20. Non crediamo che Draghi correrà questo rischio. C’è chi ritiene che Draghi stia solo posticipando l’inevitabile e che oggi annuncerà una proroga del QE per preparare il mercato alla successiva riduzione dell’entità degli acquisti. I mercati analizzeranno ogni frase, facendo aumentare la volatilità dell’EUR, ma le prospettive di lungo termine indicano che la BCE dovrà iniziare a restringere la sua politica. L’euro ora è meno sensibile ai movimenti della curva breve dei rendimenti; lo spread vantaggioso dei rendimenti farà salire l’EUR/USD. A giudicare dalla produzione industriale tedesca (4,0% dal 2,7% a/a), l’Europa ha tratto vantaggio dall’euro più debole; in prospettiva, le esportazioni dovranno adattarsi a un euro forte.