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Si muove anche il governo sui nuovi paletti immaginati dalla Vigilanza Bce per i nuovi crediti deteriorati. La conferma è arrivata da Paolo Baretta. Palazzo Chigi, ha detto il sottosegretario all’Economia rispondendo in commissione Finanze alla Camera a un’interrogazione presentata da Giovanni Paglia (Si), ha avviato «approfondite valutazioni» delle nuove regole sulla gestione degli npl proposte dalla Bce, «al fine degli opportuni confronti in sede europea». Analisi, sottolinea, che considera «la delicatezza e l’estrema complessità della questione», insieme alla «conseguenze in termini economici e sociali». Un’occasione questa per riportare anche la posizione espressa al riguardo dalla Banca d’Italia in proposito: secondo l’Istituto «la guidance non tiene conto delle specificità dei contesti nazionali e può determinare una distorsione della parità concorrenziale tra i diversi Paesi appartenenti al Ssm (Single supervisory mechanism)». In particolare, spiega Baretta, «le banche dei Paesi caratterizzati da tempi lunghi di recupero dei crediti sarebbero chiamate a effettuare in anticipo svalutazioni, mentre l’effetto sarebbe nullo o trascurabile nelle giurisdizioni con tenpi di recupero rapidi». Non solo. «Sempre a parere della Banca d’Italia – aggiunge Baretta – dovrebbe essere svalutata l’applicazione di automatismi sulle svalutazioni dei crediti garantiti, che maggiormente risentono delle lungaggini delle procedure di recupero». Il sottosegretario ha tra l’altro ricordato la posizione dell’Ecofin, espressa nel luglio scorso nell’ambito di un rapporto sui crediti deteriorati, circa la necessità di «un’ulteriore valutazione della Commissione europea» e, «se del caso, di una proposta normativa». Intanto c’è stato un primo incontro al Mef con i rappresentanti delle associazioni e dei comitati dei risparmiatori di Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca e delle 4 banche (Carife, Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche). Il risultato? Oltre un’ora di confronto, diverse proposte sul tavolo e la disponibilità del Governo a verificare i margini di eventuali interventi. I rappresentanti dei risparmiatori hanno chiesto tra l’altro l’istituzione di un fondo per le vittime dei reati bancari, con particolare attenzione a risparmiatori e imprese che hanno dovuto acquistare quote delle banche popolari per ottenere mutui e finanziamenti; ripristino dei fondi per i cosiddetti casi sociali; individuazione più puntuale delle responsabilità di tutti coloro che hanno provocato misselling; utilizzo del meccanismo delle minusvalenze anche per gli ex-azionisti; formalizzazione di un tavolo tecnico; gestione degli Npl. Baretta condivide l’opportunità che siano sentiti dalla commissione d’inchiesta.

2017-10-12 16:59:11

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