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L’OPEC prevede che il prossimo anno l’economia mondiale crescerà del 3,6%, in rialzo rispetto al 3,5% della stima precedente.

Il prossimo anno petrolio sotto i $55 stando ai rapporti dell’OPEC

Plus500

By Yann Quelenn

L’OPEC, il cartello dei paesi esportatori di petrolio, ha diffuso le sue previsioni sul greggio, che nel 2018 dovrebbe scambiare a 55 USD al barile, un rialzo del 4% circa rispetto all’attuale prezzo del “paniere di riferimento”. Anche se siamo rialzisti sulla produzione di petrolio, crediamo che potrebbe essere l’OPEC stesso a frenare i prezzi, perché non vorrà rischiare un aumento troppo marcato o troppo rapido.

L’OPEC prevede che il prossimo anno l’economia mondiale crescerà del 3,6%, in rialzo rispetto al 3,5% della stima precedente. La domanda di greggio, attualmente pari a 32,8 milioni di barili al giorno, dovrebbe salire a 33,1 milioni di barili. I prezzi attuali sono comunque inferiori alla curva dei costi della maggior parte dei produttori di argillite petrolifera e l’OPEC ha tutto l’interesse a lasciarli a quel livello per mantenere competitive le sue forniture.

L’EUR/CHF sfonderà finalmente la soglia a 1,20?

By Arnaud Masset

È poco probabile che l’euro sfondi il livello a CHF 1,20 prima della riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea, in calendario il 14 dicembre, ma poi? Un ritorno graduale a 1,20 – che la Banca Nazionale Svizzera aveva fissato come soglia minima finché, all’inizio del 2015, non lasciò che il franco fluttuasse liberamente – potrebbe essere possibile. Ma ci vorrà del tempo.

Gli ultimi dati sono deludenti. A settembre, nell’Eurozona l’inflazione di fondo è scesa all’1,1% e l’inflazione primaria è calata durante i mesi estivi, quindi la BCE sarà prudente nel restringere la politica. Crediamo che la BCE sarà molto cauta e intraprenderà solo misure contenute per spingere l’euro. Nell’Eurozona è tornata la crescita economica, ma altri aumenti del valore dell’euro sono lontani.

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