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Bayer ha appena annunciato di aver raggiunto un accordo per vendere gran parte degli asset della sua divisione agrochimica – sementi e erbicidi – a Basf, per un valore di 5,9 miliardi di euro in contanti. Con la transazione, il colosso tedesco spera di ricevere l’approvazione per l’acquisizione dell’americana Monsanto, conclusa per un valore di 66 miliardi di dollari.

A fine agosto la commissione europea ha bloccato l’operazione di M&A tra Bayer e Monsanto, sulla scia delle perplessità sollevate dall’Antitrust, che ha rilevato come il nuovo gigante nascente dall’accordo rischierebbe di limitare la concorrenza nel comparto dei pesticidi e delle sementi.

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Per il commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager è fondamentale che l’accordo garantisca “l’effettiva concorrenza di semi e prodotti pesticidi”.

La Commissione europea ha aperto di conseguenza una “indagine approfondita”, decidendo di esprimersi entro l’8 gennaio del 2018.

Nell’annunciare l’accordo con Basf Werner Baumann, amministratore delegato di Bayer, ha affermato che il colosso “sta adottando un approccio attivo per affrontare le potenziali preoccupazioni delle autorità di regolamentazione, allo scopo di facilitare con successo il completamento della transazione con Monsanto”.

In base ai termini dell’accordo, Basf rileverà i centri di Bayer dislocati in Germania, Stati Uniti e Canada dove si produce il glusofinate ammonio, oltre agli impianti di allevamento delle sementi nelle Americhe e in Europa. Più di 1.800 dipendenti di Bayer si trasferiranno in Basf.

Parte dei proventi netti derivanti dalla transazione di vendita a Basf verrà utilizzata da Bayer per rifinanziare, in parte, l’acquisizione di Monsanto.