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Persistono le vendite a Piazza Affari. Siamo in presenza di un fenomeno pressoché unico: soltanto una volta, negli ultimi trent'anni, gli indici italiani hanno lamentato un passivo per otto sedute di fila.

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Persistono le vendite a Piazza Affari. Siamo in presenza di un fenomeno pressoché unico: soltanto una volta, negli ultimi trent'anni, gli indici italiani hanno lamentato un passivo per otto sedute di fila. Non ha neanche senso rilevare il seguito, data l'esiguità del campione a disposizione; ma in linea di principio, questa persistenza denuncia l'assenza di compratori in grado di puntellare il listino, e invita a prestare la massima attenzione alla tenuta dei noti supporti, che da quasi un anno hanno accompagnato fedelmente la salita.

Un riflesso di questo comportamento è evidenziato dal nostro Panic Index, a tripla cifra ma ciò malgrado ancora crescente; curioso, a pochi giorni dai massimi di periodo. L'ispessimento del sentiment ribassista è fenomeno tipico delle fasi terminali del ribasso, non di quelle che formalmente sono da catalogare ancora come correzioni. Non è certo un caso se, nelle ultime quattro sedute, l'indice MIB sia risultato il quarto peggiore nel G25 per performance; con lo S&P che, al contrario, vanta un saldo di poco inferiore allo zero.

A questo proposito, però, dobbiamo soffermarci su un altro fenomeno ricorrente. Lo abbiamo segnalato alcuni giorni addietro: a Wall Street è ricomparso l'Hindenburg Omen. Trattasi di una complessa configurazione tecnica, caduta un po' nel dimenticatoio visto il track record non proprio invidiabile vantato negli anni più recenti. Senza dubbio la ricomparsa di questo fenomeno è ascrivibile alla debolezza di un consistente segmento del mercato obbligazionario, con diversi titoli del NYSE che sono ormai più riconducibili alla tipologia dei bond, che non a quella delle azioni. Tuttavia, ci siamo chiesti in quali altre circostanze è stato sperimentato un Hindenburg Omen in almeno 7 sedute nell'arco di tre settimane, come occorso di recente.

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