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Di re.mar.[1]

No alla cassa integrazione in Melegatti. La decisione per la storica azienda produttrice del pandoro è arrivata ieri sera dopo il vertice con le parti sociali e i commissari del tribunale.

Cassa integrazione in Melegatti scongiurata. A spiegarlo è il quotidiano veronese L'Arena. La decisione per la storica azienda produttrice del pandoro è arrivata ieri sera dopo il vertice con le parti sociali e i commissari del tribunale.

I dipendenti stabbi di Meleggati, circa 70 persone, "proseguiranno il lavoro", ha spiegato Maurizio un soddisfatto Tolotto, sindacalista della Fai Cisl il quale ha aggiunti che dopo "un lungo confronto per verificare le possibilità, è stata assicurata continuità anche ai 14 tempi determinati".

I lavoratori della Melegatti potranno perciò tornare a lavoro già tra qualche giorno, dalla seconda metà di dicembre in poi. Per incrementare le vendite si sta pensando anche pensando di produrre altri 5 mila dolci di Natale per lo spaccio dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto.

Melegatti: scatta la cassa integrazione

13 dicembre 2017

Natale amaro per i dipendenti della Melegatti, storica azienda veronese fondata dall’inventore del pandoro, il pasticcere Domenico Melegatti, nel 1894. Scatta oggi la cassa integrazione per i lavoratori, con società e sindacati che stanno facendo di tutto per allontanare lo spettro del default. La cassa integrazione è prevista al posto delle ferie, già usate in passato quando l’azienda restava chiusa.

Cassa integrazione in Melegatti

Come riferisce Adnkronos Paola Salvi, segretario generale della Flai Cgil, commenta[2]: “Grazie a tutti della solidarietà e collaborazione. Abbiamo fatto ciò che potevamo. Ora speriamo che tutto vada per il meglio". Dalla pagina Facebook "Salviamo il pandoro Melegatti" si informa che "La campagna social per la vendita di pandori e panettoni, oltre un milione e mezzo, è andata bene, 'sono letteralmente andati a ruba', e per questo ringraziamo tutti per la straordinaria solidarietà il prossimo step è Pasqua. Ancora non siamo salvi, ma sulla buona strada".

Il 7 novembre dopo la presentazione in tribunale della proposta di ristrutturazione del debito, il rischio fallimento per l'azienda ha cominciato a concretizzarsi. Ecco perché anche se: "Il primo obiettivo è stato raggiunto (…)non siamo fuori dal guado” prosegue a dire la sindacalista. Mentre si aspetta quindi la campagna pasquale lo stipendio dei dipendenti di novembre è stato pagato insieme a parte di quello di dicembre, all’appello mancano ancora i salari di agosto, settembre e ottobre.

References

  1. ^ re.mar. (www.soldiblog.it)
  2. ^ commenta (www.adnkronos.com)