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Pirelli ha deciso di vendere le sue quote in Mediobanca, ponendo fine ad un percorso annunciato e parte della sua “rinascita” a livello economico e borsistico e conquistando una spinta in più nelle odierne quotazioni di Piazza Affari.

La cessazione del pacchetto era qualcosa di atteso da tempo in ambito economico, soprattutto dopo l’uscita dal patto di sindacato che ha attualmente dato il via ad una ridefinizione delle presenze storiche portando ricadute anche sulle Generali. Nello specifico la società di Marco Tronchetti Provera[1] ha concluso la cessione di 15.753.367 azioni ordinarie detenute in Mediobanca corrispondenti a circa l’1,78% del capitale sociale dell’istituto. E’ importante da sottolineare: si tratta di una quota che possedeva diritto di voto e rappresentante l’intera partecipazione detenuta direttamente da Pirelli in Mediobanca[2]. La cessazione è avvenuta tramite il processo di “accelerated bookbuilding” riservato tecnicamente a quelli che in Italia sono considerati “investitori qualificati” ed agli investitori istituzionali all’estero.

Tornando all’influenza dell’operazione sul titolo a Piazza Affari è possibile notare una crescita dello stesso in una situazione generale più contenuta. Esso infatti guadagna lo o,9% in un contesto di poca mobilità anche grazie al calo di FCA che pur rimanendo molto vicino ai suoi massimi perde l’1,51% ed a quello del settore creditizio dove spicca il cedimento dell’1,34% di Bper, seguita a ruota da Ubi (-0,9%) e Banco Bpm (-0,63%). Ricapitolando Pirelli porta a casa una cessione che seppur piccola nell’intero capitale di Mediobanca le consente di archiviare il giusto risparmio ed evitare possibili perdite future: qualcosa che la società sta tentando di evitare a tutti i costi.

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Mps, partita alla grande la cartolarizzazione delle sofferenze[3]

References

  1. ^ Marco Tronchetti Provera (www.finanzalive.com)
  2. ^ Mediobanca (www.finanzalive.com)
  3. ^ Mps, partita alla grande la cartolarizzazione delle sofferenze (www.finanzalive.com)