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Sebbene a livello teorico l’economia vada meglio, secondo la Corte dei Conti ancora troppe famiglie in Italia si trovano in difficoltà. Per questo motivo non bisogna “abbassare la guardia” e fermarsi nella sistemazione del sistema nazionale.

Sono molti i problemi dell’economia italiana[1] affrontati nel corso di questi ultimi anni ed in qualche modo “vinti” attraverso riforme strutturali, ma la percezione degli italiani non è cambiata. Ed in alcuni casi il raggiungimento di determinati obiettivi a portato anche ad un peggioramento della condizione di alcune fasce della popolazione, soprattutto nella vita di tutti i giorni come spiega il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018:

Il miglioramento dei risultati economici e dei conti pubblici conseguito dall’Italia negli ultimi anni non consente di abbassare la guardia. L’uscita dalla recessione[2] e la ripresa non pongono infatti ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante famiglie.

Ma soprattutto, sottolinea, è necessario che lo Stato capisca che il debito pubblico non può rappresentare sempre la via “maestra” per risolvere i problemi: si tratterebbe infatti di un rimandare e peggiorare. Continua:

Il quadro attuale della finanza pubblica ci indica come non più praticabile il percorso che, per assicurare i necessari livelli di servizi alla collettività, faccia ricorso ad una ulteriore crescita del debito pubblico. E’ una via preclusa non tanto dagli obblighi che ci provengono dall’esterno, dagli accordi europei, quanto piuttosto dal rispetto di un maggior equilibrio intergenerazionale nella ripartizione degli oneri.

Cosa significa questo? Semplice: che chiunque si troverà a governare nei prossimi mesi dovrà continuare a puntare al risanamento senza pesare sulle famiglie già aggravate da una situazione difficile da sostenere.

References

  1. ^ economia italiana (www.finanzalive.com)
  2. ^ recessione (www.finanzalive.com)