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E’ arrivato “il momento della verità”. Parola di Jeff Gundlach, tra le voci più ascoltate della comunità finanziaria internazionale, che ha parlato di mercati e altro nel corso della Strategic Investment Conference 2018.

Nel mostrare un grafico sul deficit americano in percentuale al Pil, Gundlach ha lanciato un avvertimento agli investitori, facendo notare che, considerata anche la decisione della Federal Reserve di smobilizzare il bilancio ingolfato ancora con gli asset acquistati con le varie manovre di Quantitative easing, il Tesoro Usa emetterà Treasuries per un valore di $2-$3 trilioni.

La situazione, ha predetto, esploderà nel 2019, quanodo il Quantitative Tightening deprimerà anche il sentiment. Allarme anche sul mercato immobiliare Usa, con i fondamentali che appaiono “piuttosto negativi”, in un contesto in cui i tassi sui mutui stanno iniziando a salire. L’inflazione Usa sta inoltre salendo, se si guarda alla componente core dell’indice dei prezzi al consumo, la cui elevata correlazione con l’indice ISM manifatturiero e il PMI suggerisce una dinamica dei prezzi ancora più al rialzo in vista.

Sul fronte delle strategie da adottare, Gundlach ha una view ribassista sul dollaro ricordando che i cicli del mercato toro e del mercato orso della valuta Usa tendono a durare 7 anni circa, e che sulla base di questo presupposto il trend dovrebbe confermarsi negativo.

A suo avviso l’oro potrebbe vivere invece una nuova fase di rally, una volta superata una resistenza cruciale.

Guardando al mercato azionario, Gundlach mette in evidenza che il rapporto prezzi-fatturato delle aziende quotate nello S&P 500 ha raggiunto livelli decisamente elevati: dunque, per giustificare la prosecuzione del rally di Wall Street, o le vendite devono decollare oppure i corsi azionari devono scendere. Il ratio CAPE dei mercati emergenti, fa inoltre notare, è la metà circa di quello dello S&P 500. Di conseguenza è possibile che i mercati emergenti saliranno e Wall Street scenderà. Nel corso dell’ultimo anno, sottolinea il fondatore di DoubleLine Capital, l’Europa ha inoltre sottoperformato la borsa Usa e, nelle condizioni attuali, insieme ai mercati globali risulta al momento conveniente.

Sui Treasduries, le cose sono nettamente cambiate – con la view diventata negativa – quando i tassi sui Treasuries a 10 anni hanno superato la soglia del 2,5%. E, ricorda Gundlach, l’azionario non sta vedendo di buon occhio quanto sta accadendo nel mercato del reddito fisso.

La view ha ricalcato quanto scritto in un tweet lo scorso venerdì, quando il manager – Jeff Gundlach è anche amministratore delegato di DoubleLine Capital, ha affermato che i mercati si trovano “in un incrocio importante” chiedendosi e chiedendo ai suoi follower il seguente interrogativo: “Il genio è tornato nella bottiglia? Sono scettico”.

Il riferimento è stato al trend dell’indice della paura CBOE Volatility Index, che è sceso venerdì scorso dell’11%, a 14,64 punti, ovvero a un livello inferiore rispetto al massimo di chiusura testato lo scorso 10 agosto del 2016, a 16,04 punti. Quest’anno le cose sono andate diversamente, visto che il Vix è volato sopra la soglia di 50 punti nel caos che ha colpito i mercati all’inizio di febbraio.

Inoltre, riferendosi alla quanto già detto a gennaio nel suo webcast “Just Markets” – ovvero che il raggiungimento della soglia del 3% da parte dei tassi sui Treasuries decretereà la fine del mercato toro sui bond, durato trent’anno, bisognerà vedere se Wall Street continuerà a salire anche superando il “Muro della Preocccupazione”. Dopo i forti scossoni dell’inizio di febbraio, lo S&P 500 è tornato sopra la media mobile a 50 giorni e i titoli tecnologici hanno riagguantato i loro livelli record.