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5,80%: un livello che non si vedeva dagli anni Settanta.

Mercato forex tranquillo prima dell’IPC USA

By Arnaud Masset

A gennaio, l’IPC ha sorpreso al rialzo; l’indice primario si è attestato al 2,1% a/a a fronte dell’1,9% previsto, mentre l’indice di fondo, che esclude le componenti più volatili, è risultato pari all’1,8% a/a contro l’1,7% delle previsioni medie. Gli investitori hanno reagito con forza, aggiustando le loro posizioni in previsione di un corso più ripido della politica monetaria. Questa sorpresa ha innescato un rally del dollaro USA, che però è stato passeggero, perché subito dopo le vendite al dettaglio sono risultate molto al di sotto delle aspettative. Ma quella di oggi è un’altra storia.

Stando all’ultimo sondaggio, i partecipanti al mercato non si aspettano le stesse condizioni per il mese di febbraio. L’indice core dovrebbe stabilizzarsi all’1,8% a/a, mentre quello primario dovrebbe salire leggermente, al 2,2% a/a dal 2,1% di gennaio. A differenza del mese scorso, le vendite al dettaglio di febbraio non saranno rese note lo stesso giorno. Ciò significa che molto probabilmente i trader reagiranno con forza in caso di sorprese. Le vendite al dettaglio riferite a febbraio saranno diffuse domani.

Questo è l’ultimo rapporto IPC prima della riunione del FOMC di marzo, e quindi sarà monitorato con grande attenzione. Dubitiamo che vi sarà un altro rialzo a sorpresa dell’inflazione. Il rischio per l’IPC di fondo è grossomodo equilibrato, con una leggera inclinazione al ribasso. Dall’inizio della settimana, l’EUR/USD scambia lateralmente, intorno a 1,2420. La resistenza più vicina giace a 1,2446 (massimo 8 marzo), mentre al ribasso si osserva un supporto a 1,2273 (minimo 9 marzo). Manteniamo il nostro giudizio rialzista per il medio termine sulla coppia. Ci aspettiamo, però, che il biglietto verde si apprezzi contro il franco svizzero e lo yen giapponese, visto che gli investitori continuano ad accumulare rischio.