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Fredda accoglienza stamattina sui mercati dei conti 2017 e dei nuovi target al 2021 di Snam, con una politica dividendi confermata (+2,5% crescita annua della cedola) e investimenti in crescita. Il titolo del gruppo di San Donato Milanese ha iniziato la giornata in ribasso e guadagna posto nelle retrovie del Ftse Mib, con una flessione dello 0,53% a 3,723 euro in presenza del Ftse Mib che mostra un leggero rialzo dello 0,24%.

Conti 2017 in sintesi

Il consiglio di amministrazione di Snam ha approvato i risultati finanziari per il 2017 che vedono un utile netto adjusted di 940 milioni di euro (+11,2% rispetto all’utile netto pro-forma adjusted del 2016) “grazie anche ai minori oneri finanziari netti che beneficiano della riduzione del costo medio del debito)”. I ricavi totali sono stati pari 2,44 miliardi (+1,1% rispetto ai ricavi totali pro-forma adjusted del 2016), sostenuti “dai continui investimenti e ai maggiori volumi di gas immesso”, mentre l’utile operativo rettificato è salito del 2% a 1,36 miliardi in scia anche della “riduzione dei costi operativi che beneficiano delle azioni di efficienza avviate”. Gli investimenti tecnici sono ammontati a 1,034 miliardi rispetto ai 906 milioni nel 2016, con un flusso di cassa netto di 423 milioni di euro. Il board ha inoltre deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,2155 euro per azione, di cui 0,0862 euro per azione già distribuiti a titolo di acconto nel mese di gennaio 2018.
Tra gli highlight operativi, Snam spicca una domanda di gas naturale pari a 75,1 miliardi di metri cubi (+6% rispetto al 2016, in aumento per il dodicesimo trimestre consecutivo) e gas immesso nella rete di trasporto per 74,6 miliardi di metri cubi (+5,6% rispetto al 2016). La capacità disponibile di stoccaggio si è attestata a 12,2 miliardi di metri cubi (+0,2 miliardi di metri cubi rispetto al 31 dicembre 2016), pressoché interamente conferita per l’anno termico 2017-2018 (99,9%

Aggiornati i target al 2021

Snam rivede al rialzo i principali target del piano 2017/2021, dopo avere raggiunto e superato lo scorso anno i principali obiettivi del piano precedente. Previsto un incremento degli investimenti al 2021 a 5,2 miliardi di euro, il 10% in più rispetto ai 4,7 miliardi del piano presentato un anno fa. Di questi investimenti 4,6 miliardi saranno destinati in trasporto e 0,6 miliardi in stoccaggio e rigassificazione. “La strategia di investimento – spiega la società – è focalizzata principalmente sullo sviluppo delle infrastrutture italiane e sulla loro interconnessione con quelle europee”.
E ancora l’aumento medio annuo (Cagr) della Rab consolidata è atteso attorno al 2% rispetto all’1,4% del piano precedente a parità di metodologia di calcolo. “Con riferimento al 2016, l’Ebitda crescerà nell’arco di piano dell’1,5% medio annuo, l’utile operativo è confermato in crescita dell’1% medio annuo, mentre l’utile netto crescerà nell’ordine del 4,5% annuo rispetto al 4% del piano precedente”, si legge nella nota diffusa stamattina.
Quanto al capitolo dividend policy, la crescita del dividendo del 2,5% annuo per il 2018 è confermata e sarà estesa anche al 2019, con un floor in termini reali per gli anni successivi del piano. Snam ha infine fatto sapere che in aggiunta a quanto previsto nel piano 2017-2021, “continuerà a monitorare le ulteriori opportunità inorganiche di creazione di valore che dovessero manifestarsi, facendo leva sulla flessibilità della propria struttura finanziaria”.

“Gli investimenti di piano e la politica di dividendi saranno interamente finanziati dalla nostra generazione di cassa – ha dichiarato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam -. La solida struttura finanziaria ci consentirà inoltre di cogliere ulteriori opportunità di creazione di valore, in coerenza con i criteri di investimento già illustrati al mercato, anche attraverso un nuovo piano di buyback. Questo piano è un altro passo per rafforzare la nostra leadership nella transizione energetica”.