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Dollaro[1]

Mercato toro per l’USD. Lo yen giapponese ha sfidato il destino, non capitolando per effetto dei differenziali fra i tassi d’interesse.

Crollo del dollaro

By Peter Rosenstreich

Mercato toro per l’USD. Lo yen giapponese ha sfidato il destino, non capitolando per effetto dei differenziali fra i tassi d’interesse, cosa che avrebbe fatto salire l’USD/JPY molto più dell’attuale livello a 106. Tuttavia, scandali politici, la continua avversione al rischio e il presunto addio all’Abeconomia fa sì che i trader prevedano un rafforzamento dello yen.

Nel frattempo, le cifre sull’indice dei prezzi tedesco pubblicate oggi suggeriscono che la Banca Centrale Europea potrebbe essere troppo tranquilla rispetto all’inflazione. Ci si aspettava che l’inflazione rimanesse intorno all’1,5% per tutto il 2018, ma pare che vi sia un’accelerazione in corso. Se fosse così, la BCE potrebbe mettere fine alla sua politica monetaria accomodante entro settembre, cosa che farebbe impennare l’EUR/USD. Intanto negli Stati Uniti si stanno attenuando i timori per l’eliminazione dell’Accordo nordamericano per il Libero Scambio. Il vincitore indiscusso del T1 è il peso messicano, che ha beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio.

Colombe sudafricane

By Vincent Mivelaz

Mercoledì la banca centrale sudafricana ha confermato la sua politica accomodante, abbassando il tasso d’interesse sui pronti contro termine di 25 punti base, al 6,50%, livello minimo dal gennaio 2016. L’indice dei prezzi al consumo di febbraio mostra che l’inflazione è sotto controllo, al 4% su base annua (gennaio: 4,40%), e a marzo dovrebbe rallentare, perché da metà novembre il rand è in rialzo (USD/ZAR: -18,28%). Le dimissioni del presidente Jacob Zuma (e l’allontanamento del presidente Robert Mugabe in Zimbabwe) hanno dato una spinta allo ZAR, riducendo il costo delle importazioni nel paese.

References

  1. ^ Dollaro (www.trend-online.com)