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I fatti salienti della settimana

Segnali di disgelo.
Ci eravamo lasciati con la sfida tra Stati Uniti e Cina a suon di dazi. Nel fine settimana il ministro del Tesoro USA Steven Mnuchin si è dichiarato ottimista sulla possibilità di un’intesa tra i due Paesi. L’Unione Europea fino al primo maggio non vedrà applicate le tariffe su acciaio e alluminio, ma ovviamente la questione resta aperta.

Il primo viaggio di Kim.
Il leader nordcoreano Kim Jong-un intanto ha fatto una visita senza preavviso a Pechino, nel suo primo viaggio fuori dalla Corea del Nord da quando ha preso il potere nel 2011. Un tentativo, secondo alcuni, di recuperare uno storico alleato con cui ultimamente i rapporti si sono fatti alquanto tesi.

Tra un anno la Brexit.
Manca un anno esatto alla Brexit, fissata al 29 marzo 2019. E proprio giovedì 29 il primo ministro Theresa May si è sobbarcata un tour de force di 12 ore per visitare in giornata tutte le nazioni del Regno Unito – Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord – con l’obiettivo di suscitare ottimismo, coesione e consensi intorno all’operato del suo governo, che sta negoziando le condizioni dell’uscita.

Eurozona in espansione.
La Brexit non turba Standard & Poor’s, che ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo per l’Eurozona al +2,3% quest’anno e al +1,9% nel 2019. “Abbiamo anche alzato le stime del rapporto euro/dollaro”, si legge nel rapporto di S&P, “a 1,27 dollari per il 2018 e a 1,3 dollari per il 2019, dal momento che ci aspettiamo che la debolezza del dollaro prosegua”.

La Spagna torna in serie A. L’agenzia di rating Fitch, dal canto suo, ha promosso la Spagna, che torna nel club delle “A”: da BBB+ ad A-, con outlook positivo. Un passo avanti significativo, nonostante le nubi (ben presenti) sulla Catalogna.

Grafico della settimana

Come passa veloce il tempo: ci tocca già tirare le somme dei primi tre mesi del 2018. Venendo lentamente a mancare il supporto delle banche centrali, con la FED in pieno quantitative tightening e la BCE in fase di tapering[1], i mercati hanno dovuto iniziare a fare i conti con il ritorno della volatilità, la grande assente del 2017.

Il VIX e il VSTOXX, gli indici sulla volatilità degli Stati Uniti e dell’Europa, sono stati i veri protagonisti di questo trimestre: +81% e +32%, rispettivamente.

Per quanto riguarda invece le asset class tradizionali, i principali mercati azionari hanno chiuso in territorio negativo, gravati dalle nubi del neoprotezionismo che incombono sull’economia globale.

Hanno ripreso quota le obbligazioni – con quelle governative dell’area euro in rialzo dell’1,1% – e il bene rifugio per eccellenza, l’oro. Il rischio del neoprotezionismo non ha intaccato particolarmente la performance dell’euro, che chiude in rialzo contro la maggior parte dei cross valutari.

Come si sono mossi i mercati

Sprint di fine mese.
Le Borse europee, per effetto del triduo pasquale, hanno chiuso la settimana, il mese e il trimestre un giorno in anticipo. Dopo le prime tre sedute piuttosto ondivaghe, le voci della possibile unione tra Renault e Nissan hanno contribuito a dare un po’ di sprint ai listini nel quarto e ultimo giorno operativo della settimana. Bene anche l’Asia, in recupero il Nikkei.

A Wall Street il Nasdaq ha tentato il rimbalzo dopo la batosta Facebook e una serie di storie non proprio positive che hanno attraversato il comparto. Tra queste, le voci su un Trump pronto a introdurre un trattamento fiscale più restrittivo per Amazon, gruppo verso il quale il presidente USA sembra non nutrire particolari simpatie.

Il BTP tiene botta.
Dopo l’accordo sui presidenti delle due Camere, prosegue la difficile gestazione del nuovo governo italiano (e non è detto che riesca a nascere).

Tuttavia, il raffreddamento dei rapporti tra il leader della Lega Matteo Salvini e il pentastellato Luigi Di Maio, allontanando lo spettro di un governo dal forte sapore antieuropeista, ha accentuato la forza di un BTP già sostenuto dal rally mondiale dei bond e dalle ricoperture del dopo voto. Lo spread BTP-Bund ha chiuso la settimana sotto i 130 punti.

Yuan ai massimi dal 2015.
A inizio settimana l’euro si è rafforzato contro il dollaro, poi c’è stata la discesa in scia al rafforzamento del biglietto verde e nella cornice offerta dalle parole del presidente della Bundesbank (e per molti prossimo presidente BCE) Jens Weidmann, il quale ha detto: “la normalizzazione della politica monetaria è un processo lungo, e prima si parte meglio è”. La settimana termina sull’1,23.

Da segnalare il cambio yuan/dollaro ai massimi dall’agosto 2015 dopo l’intervento della banca centrale cinese in risposta all’affievolirsi (per ora) delle tensioni commerciali tra Cina e USA.

Materie prime.
Da una parte c’è Opec Plus, la coalizione di 24 Paesi che dal gennaio 2017 sta riducendo in modo concertato le forniture di greggio allo scopo di tenere le redini dell’offerta e mantenere i prezzi sopra un certo livello.

Dall’altra la ripresa delle trivellazioni negli Stati Uniti e la rinascita dello shale oil, che invece potrebbero deprimere le quotazioni del barile. Nel mezzo, il Brent e il WTI, che hanno chiuso anche questa settimana rispettivamente attorno ai 70 e ai 65 dollari.

Infine, sul mercato dei derivati sull’oro nero è stato lanciato il primo future denominato in yuan. Il processo di internazionalizzazione del gigante asiatico è in pieno regime.

In agenda

Di seguito, alcuni dei principali appuntamenti e dati macroeconomici della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Asia
Lunedì 2 aprile, mentre il mercato di Hong Kong sarà chiuso per festività, uscirà l’indice Caixin PMI manifatturiero riferito al mese di marzo (il 4 toccherà all’aggiornamento sui servizi). Il 5 e il 6, in Cina, mercati chiusi per la Festa degli Antenati (con la tradizionale Pulitura delle Tombe).

In Giappone, il 2 aprile, attesi il rapporto Tankan sul primo trimestre e l’indice Markit PMI manifatturiero finale di marzo. La settimana, nell’arcipelago nipponico, si conclude con i consumi a febbraio e con l’indice anticipatore.

Europa
Il 2 aprile mercati chiusi per la festività di Pasquetta. Le attività riprendono il 3 con le vendite al dettaglio a febbraio in Germania, la variazione del numero dei disoccupati a marzo in Spagna e con l’indice Markit PMI manifatturiero riferito a marzo nei Paesi euro e UE.

Il 4 aprile è atteso il tasso di disoccupazione area euro e Unione a febbraio (Italia inclusa), il Markit PMI costruzioni a marzo e la stima flash sull’inflazione in Europa sempre a marzo. Il 5 da segnalare l’indice Markit PMI servizi a marzo dei vari Paesi euro e UE.

Italia
Mercoledì 4 aprile l’ISTAT ci darà l’aggiornamento sul rapporto tra deficit e Prodotto Interno Lordo aggiornato al quarto trimestre 2017.

Stati Uniti
Anche gli USA si accodano alla lunga fila dei PMI con l’uscita, lunedì 2 aprile, del Markit PMI manifatturiero finale a marzo e dell’indice ISM manifatturiero sempre a marzo, cui seguiranno mercoledì 4 aprile l’indice Markit PMI non manifatturiero finale a marzo e l’ISM non manifatturiero nello stesso mese. Da segnalare, poi, la spesa in costruzioni a febbraio.

Il 4 aprile nuovi occupati (stima ADP) a marzo e il consueto aggiornamento sulle scorte settimanali petrolio (EIA). Confermato anche, giovedì 5, il dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.

Attenzione poi alla bilancia commerciale a febbraio. Infine, venerdì 6 aprile, nuovi occupati settori non agricoli e tasso di disoccupazione a marzo.

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References

  1. ^ con la FED in pieno quantitative tightening e la BCE in fase di tapering (www.adviseonly.com)