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E se, in occasione della fine del Quantitative easing, la Bce di Mario Draghi optasse per la rottamazione dei BTP italiani, aiutando così finalmente il paese a ridurre, almeno, il debito pubblico che zavorra le sue casse? L’idea è di Claudio Borghi, responsabile economico della Lega.

In un’intervista rilasciata a Market News International, Borghi illustra la sua ricetta taglia-debito:

“E’ molto semplice. Se la Bce vuole veramente aiutare l’Italia a ridurre il debito pubblico, le daremo il permesso di rottamare i titoli di Stato italiani acquistati con il Quantitative easing (Qe)”. Così facendo, “il nostro debito pubblico scenderebbe automaticamente senza problemi per nessuno”.

Borghi ha precisato che la rottamazione riguarderebbe titoli di Stato per circa 400 miliardi a settembre, mese per cui è prevista la fine del bazooka monetario lanciato dalla banca centrale aggiungendo che, se tale processo si concretizzasse, di tanto potrebbe scendere il debito italiano, che oscilla attorno a 2.300 miliardi.

Ma come avverrebbe la rottamazione?

Il responsabile economico della Lega spiega che il meccanismo prevede che, nel momento in cui “i titoli di Stato arrivano allo loro naturale scadenza la Bce, invece di chiederne il rimborso al Tesoro, li cancelli, tagliando così una bella fetta del debito pubblico in una sola volta”.

Intanto, dai piani alti della Bce, un nuovo messaggio è arrivato da Klaas Knot, governare della banca centrale dell’Olanda e membro del Consiglio direttivo della banca centrale, più vicino evidentemente alle convinzioni del falco tedesco Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank (banca centrale tedesca).

Knot ha affermato che il mondo non ha più bisogno di stimoli monetari “straordinari” e che la Bce dovrebbe fare a questo punto la sua parte ponendo fine al programma di acquisto di asset – il QE appunto, a settembre”.

“La priorità numero uno è di normalizzare la politica monetaria e rafforzare l’Unione economica e monetaria – ha detto Knot – Si tratta di un fatto ampiamente condiviso, certamente anche dai mercati finanziari”.

A tal proposito, lo spread BTP-Bund rimane sotto controllo, a 129 punti base, a fronte di tassi decennali inferiori anche alla soglia dell’1,8%, all’1,79%. Nella sessione della vigilia, il rendimento è sceso fino all’1,78%, ai minimi dalla metà di dicembre. A questi valori, inoltre, il differenziale tra tassi Bund e BTP è ai valori più bassi dalla fine di febbraio.