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Pubblicato il: 06/04/2018 09:42

Avvio in territorio negativo per le piazze finanziarie europee, mentre riprende la tensione per la guerra commerciale tra Usa e Cina, con il presidente americano Donald Trump che dal Canada rilancia sui dazi doganali nei confronti della Cina per 100 miliardi di euro e la Cina che risponde promettendo ritorsioni. Dal vecchio Continente arrivano intanto alcuni dati macroeconomici: in calo la produzione industriale tedesca che flette dell'1,6% a febbraio rispetto a un aumento dello 0,1% del mese precedente, ma soprattutto delude le stime che indicavano un aumento dello 0,2%. Migliora il saldo della bilancia commerciale francese, negativo per 5,2 miliardi di euro a febbraio contro un'attesa di -5,3 miliardi. il dato si confronta con -5,4 mld di gennaio. Ma saranno gli Usa oggi a fornire maggiori dati market mover, a partire dal salario medio del mese di marzo, alle buste paga del settore non agricolo. E ancora il tasso di disoccupazione del mese di marzo.

Ha chiuso in deciso rialzo ieri Wall Street con il Dow Jones in progresso dello 0,99% a 24.505, il Nasdaq dello 0,49% a 7.076 e lo S&P 500 a 2.662 punti (+0,69%). Tokyo questa mattina ha chiuso in calo con l'indice guida, il Nikkei 225, che ha perso lo 0,36% a 21.567. In Europa l'avvio delle contrattazioni è in calo, complici anche le prese di profitto dopo il rimbalzo dei giorni scorsi: Francoforte cede lo 0,51%, Londra segna -0,26%, Parigi -0,42%, Milano -0,33%.

Tra le blue chips, sugli scudi ancora Telecom Italia che avanza dell'1,93% (dopo che ieri ha chiuso in progresso del 5,2%) sulla notizia che la Cassa depositi e Prestiti, braccio finanziario del tesoro, ha reso noto che salirà al 5% di Tim per un investimento a lungo termine. In verde anche Snam (+1,09%), Terna (+0,8%), Ubi banca (+0,58%) e Unicredit (+0,29%). Pesanti gli industriali con Cnh che lascia sul terreno il 2,05%, Buzzi -1,75%, Stm -1,77%, Fca -1,81%, Prysmian -1,55%.