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(Fotogramma)

Pubblicato il: 07/04/2018 12:42

C'è chi ne ha abusato per fare le vacanze all'estero, chi si è fatto adottare da un anziano malato per poter approfittare dei permessi e chi, invece di prendersi cura del fratello invalido, è andato a giocare a calcetto. Sono i cosiddetti 'furbetti della 104', la legge che dal 1992 consente di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare malato o disabile oppure perché si è affetti da disabilità grave. La legge 104/92[1], in particolare, concede a determinate categorie di soggetti di usufruire di permessi retribuiti che cambiano a seconda del beneficiario.

COSA SPETTA – I permessi retribuiti previsti dalla 104 possono variare in base alle caratteristiche e all'età dell'assistito. In genere si traducono, per i genitori, il partner o i parenti della persona disabile, in tre giorni di permesso mensile (anche frazionabili in ore) mentre, per il lavoratore disabile, in tre giorni di permesso al mese oppure, in alternativa, in riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell'orario di lavoro.

BENEFICIARI – La norma concede permessi retribuiti ad alcune categorie di persone: disabili in situazione di gravità; genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità; coniuge, parte dell'unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti di terzo grado soltanto qualora i genitori o il partner della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

REQUISITI – Per poter usufruire della 104 è necessario possedere i seguenti requisiti: essere lavoratori dipendenti (anche se con rapporto di lavoro part time) e assicurati per le prestazioni economiche di maternità presso l'Inps; la persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di disabilità grave, così come prevista dall'art. 3 della legge 104; mancanza di ricovero a tempo pieno– ovvero il ricovero per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa – della persona in situazione di disabilità grave.

References

  1. ^ www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)