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L'accordo tra sindacati ArcelorMittal «è fatto ma per noi, per essere fatto, deve essere approvato dai lavoratori con il referendum». Lo ha detto Francesca Re David, segretaria generale Fiom, uscendo dal Mise dove sono in corso le trattative su Ilva. Sul referendum ha concluso Re David«siamo fiduciosi, di solito quando firmiamo degli accordi in modo unitario, vuol dire che abbiamo avuto un rapporto coi lavoratori tale da farci dare questo mandato».

I sindacati. «Se tutto è così, l'accordo si firma e poi si va dai lavoratori: già domani potremmo fare un consiglio di fabbrica, proclamare le assemblee e poi indire il referendum. Sciopero? Con l'accordo coerentemente non ha più senso e dopo la verifica lo revocheremo». Cosi Antonio Talò segretario generale della Uilm di Taranto, parlando davanti al Mise durante una pausa dei lavori.

«Aspettiamo la firma ma è chiaro che rispetto alla fase in cui venivano ipotizzate la messa in discussione di salario e diritti, siamo soddisfatti. Non ci saranno esuberi e per Genova viene riconfermato l'Accordo di programma con un organico di 1.474 lavoratori». Per il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro «ora comincia una lunga storia con una nuova organizzazione della fabbrica che dovremo gestire con il più grande gruppo industriale dell'acciaio» ma rispetto alle premesse l'accordo è un «buon risultato».

Luigi Di Maio. «Siamo all'ultimo miglio, sono state 18 ore di trattativa in cui i protagonisti sono stati ovviamente i rappresentanti dei lavoratori, in cui si è cercato di raggiungere il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili». Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio arrivando al Mise parlando del' Ilva. «Adesso aspettiamo la firma, non dire gatto se non ce l'hai nel sacco…». «Direi che è stato per ora un buon lavoro, ma aspettiamo la conclusione e quindi la firma definitiva. Lo ripeto – ha rimarcato Di Maio – erano le peggiori condizioni possibili e questo può essere il migliore risultato possibile».

Matteo Salvini.