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"Quando siamo arrivati al Ministero dello Sviluppo economico, lo stabilimento Ilva era stato già venduto con un contratto sottoscritto nel 2017 e tenuto nascosto dal precedente Governo.

"Quando siamo arrivati al Ministero dello Sviluppo economico, lo stabilimento Ilva era stato già venduto con un contratto sottoscritto nel 2017 e tenuto nascosto dal precedente Governo. Un contratto che prevedeva meno garanzie ambientali e non prevedeva l'accordo sindacale, mai visto un caso del genere. Un paradosso nel paradosso, perché dal 15 settembre 2018 l'azienda acquirente, che si è sempre comportata correttamente, sarebbe comunque entrata in ILVA nonostante una gara viziata.

Vi avevamo promesso che avremmo accertato la legalità e così abbiamo fatto, qualora si fossero verificati i presupposti legali avremmo annullato la gara, che si è rivelata illegittima per eccesso di potere come dimostrato prima dall'ANAC e poi dall'Avvocatura dello Stato. Ma ci siamo ritrovati a gestire una situazione che rappresentava il delitto perfetto a danno di tutti: dei cittadini di Taranto, delle migliaia di lavoratori, dell'interesse collettivo generale. Per l'annullamento non basta, per legge, l'illegittimità; serve un interesse pubblico concreto ed attuale che non si è verificato, in quanto i fatti risalgono a circa due anni fa. Due anni in cui è successo di tutto. Inoltre, se anche una sola azienda avesse chiesto di poter essere reintegrata nella gara, avremmo potuto annullarla per opportunità. Ma l'unica altra cordata che partecipò a questa gara, oggi, dopo due anni, non esiste più.

Il piano ambientale così come il piano occupazionale raggiunti rappresentano il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili. Per quanto riguarda il primo, è stato ottenuto che l'aumento della produzione di acciaio oltre sei milioni di tonnellate annue sia condizionato alla dimostrazione da parte dell'azienda – documentata al Ministero dell'Ambiente – che le emissioni complessive di polveri dell'impianto non superino i livelli collegati alla produzione a 6 milioni. In conformità ai limiti che pone l'ARPA Puglia.

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