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Seduta difficile per Pirelli che segna un ribasso del 2,52% e si porta a 6,57 euro dopo un minimo a quota 6,55.

Seduta difficile per *Pirelli *che segna un ribasso del 2,52% e si porta a 6,57 euro dopo un minimo a quota 6,55. L'azione perde più delle concorrenti *Michelin *(-0,24%) e *Continental *(-0,40%) e scivola sotto i minimi del 5 marzo scorso per riportarsi sui livelli di ottobre.

In realtà però allargando lo sguardo alle ultime settimane si vede chiaramente che per i tre colossi europei dello pneumatico le vendite sono cominciate lo scorso 22 agosto quando la tedesca *Continental *ha lanciato un profit warning tagliando le stime sulle vendite del 2018 dalla previsione di 47 miliardi di euro a una di 46 miliardi, al netto però dell'effetto cambi che potrebbe pesare però per un altro miliardo di euro quest'anno. Il margine dell'ebit adjusted (ossia del risultato operativo al netto delle poste straordinarie) è stato inoltre tagliato da oltre il 10% a oltre il 9 per cento.

  • Pirelli *il giorno dopo era intervenuta sottolineando di non rilevare "cambiamenti significativi nei mercati in cui opera che abbiano impatti sulle proprie previsioni relative all'esercizio in corso" e confermando dunque le proprie stime, ma non sembra essere servito.

In contemporanea pesavano infatti sull'intero comparto automotive nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald *Trump *su possibili dazi del 25% sulle importazioni di auto europee. Va notato che le posizioni della Casa Bianca non sono state alleggerite dall'accordo con il Messico. Di recente infatti lo stesso Trump ha ribadito un rifiuto delle proposte europee di un azzeramento comune dei dazi sul settore automobilistico. Secondo il presidente Usa non è abbastanza, gli europei non sono infatti abituati a comprare auto statunitensi.

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