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Nonostante le Borse europee fossero partite bene col passare delle ore ecco che si sono materializzati, sempre più copiosi, gli ordini di vendita ed alla fine tutti gli indici delle principali Piazze del Vecchio Continente hanno terminato anche l’ultima seduta di questa tormentata ottava con un segno meno davanti alla performance.

Magra consolazione illuderci che con la prossima settimana “si cambia” e che quindi, quelle odierne non siano altro che le vendite dei soliti “ritardatari”, ma non possiamo far altro che alimentare questa speranza.

Wall Street sta rimbalzando, ma evidentemente questo non è bastato, Francoforte (-0,1%), Londra (-0,1%) e Parigi (-0,2%) hanno dovuto alzare ancora bandiera bianca.

Peggio è andata alla nostra Piazza Affari penalizzata dai cali delle utilities, di alcuni titoli industriali e dalla seduta a due facce per il comparto bancario.

Il Ftse Mib (-0,52%) ha indossato la maglia nera di giornata avvicinandosi a quota 19.000 punti, un livello impensabile solo all’inizio di questo mese che ci fa tornare a quotazioni di venti mesi fa, insomma un grande rammarico se pensiamo ai 24.000 punti che avevamo toccato solo cinque mesi fa.

Sul fondo troviamo la “povera” Telecom Italia (-2,39%), far uscire l’ex monopolista dalla crisi che ormai sta martoriando il titolo da tre anni a questa parte è un’impresa al limite dell’impossibile.

Diversa la situazione di Finecobank (-1,89%) che soltanto venti giorni fa stabiliva i suoi nuovi massimi storici, tuttavia le ultime sette seduta sono state disastrose e sarebbe giunto il momento di trovare un livello sul quale consolidare le proprie quotazioni.

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