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Si complicano le cose nel PD, dove la scissione non è più un’ipotesi nell’aria, ma lo scenario realistico più probabile, come ammette lo stesso ex premier e segretario Matteo Renzi, il quale in un’intervista al Corriere della Sera ha fatto presente come la minoranza interna abbia prima chiesto il congresso e dopo averlo ottenuto, adesso minacci di andare via. Il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, renziano doc, è stato intercettato da Repubblica in un fuori onda, grazie al quale si apprende come egli addebiti allo stesso Renzi la possibile scissione del PD, non avendo fatto nemmeno una telefonata ai leader del partito, per cercare di ricomporre la frattura. Una tegola per l’ex premier, che vede sfumare il consenso tra i fedelissimi, fino a poco tempo fa granitici nella difesa della sua leadership. (Leggi anche: Scissione PD è tra Renzi e resto del partito[1])

Ma il PD non è l’unico partito a rischiare una divisione lacerante. Il centro-destra sembra ormai una matriosca. Quel che resta di Forza Italia potrebbe subire una frattura definitiva tra i berlusconiani duri e puri, intenzionati a seguire il percorso tracciato dal leader, quand’anche portasse a una corsa in solitaria alle elezioni politiche prossime, e l’area che fa capo a Giovanni Toti, Renato Brunetta, Daniela Santanchè, Mariastella Gelmini e Paolo Romano, intenzionati a fare asse con Lega Nord e Fratelli d’Italia, gli alleati della coalizione, con i quali sarebbero disposti persino a creare una lista comune per tentare di agguantare quel 40% necessario per ottenere il premio di maggioranza alla Camera.

Problemi anche tra le formazioni euro-scettiche

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Non è finita, perché anche il Carroccio è a sua volta diviso tra bossiani e salviniani. I nostalgici del Senatur rimproverano al segretario di avere abbandonato del tutto le istanze nordiste, concentrandosi sugli attacchi all’Europa e tentando una fallimentare espansione del consenso al Sud. Nei giorni scorsi era trapelata persino la possibilità di un’esclusione dalle liste di Umberto Bossi, il quale sarebbe candidato come indipendente in Forza Italia, quale segno di riconoscenza di Silvio Berlusconi verso l’amico-alleato. (Leggi anche: Accordo Berlusconi-Renzi per fregare Grillo, ma accadrà il contrario[2])

E che dire persino del Movimento 5 Stelle, che a Roma sta offrendo uno spettacolo tragicomico, figlio sia di un’attenzione mediatica “particolare” verso l’operato del sindaco Virginia Raggi, ma anche delle lacerazioni interne tra il primo cittadino e Roberta Lombardi, ex capogruppo alla Camera dei pentastellati, considerata la personalità forte della Capitale.

Fine 1° parte. Vai a pagina 2[3]

References

  1. ^ Scissione PD è tra Renzi e resto del partito (www.investireoggi.it)
  2. ^ Accordo Berlusconi-Renzi per fregare Grillo, ma accadrà il contrario (www.investireoggi.it)
  3. ^ Vai a pagina 2 (www.investireoggi.it)

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