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Pubblicato il: 19/02/2017 14:11

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Crolla il numero di nuovi pensionati nel 2016: dai 570.002 del 2015 si scende a quota 443.477 dello scorso anno, con un calo del 22,2%. Gli assegni restano inchiodati a 987 euro, portando degli effetti benefici alle casse del sistema previdenziale. I dati dell'Inps contenuti nel monitoraggio dei flussi di pensionamento, elaborati dall'Adnkronos, dimostrano che riforma del sistema previdenziale, con i nuovi requisiti scattati dal primo gennaio del 2016, produce i suoi frutti.

Nel dossier si ricorda che il 2015 è stato ''un anno di staticità di tutti i requisiti''; mentre nel 2016 ''sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono aumentati di 4 mesi''. Inoltre per le donne, a partire dal primo gennaio 2016, è scattato un ulteriore incremento del requisito di età, richiesto per la pensione di vecchiaia, rispettivamente pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti e 12 mesi per le lavoratrici autonome.

Anche per l'assegno sociale sono cambiate le regole, con l'innalzamento di 4 mesi del requisito di età. Dall'altro lato l'Istituto di statistica ricorda che ci sono delle 'eccezioni' rispetto al metodo di calcolo, che si possono applicare ricorrendo all'opzione donna; inoltre ci sono i 137.095 esodati che sono rientrati nelle prime sette salvaguardie.

Tornando ai numeri, il gruppo più consistente di persone che terminano l'attività lavorativa è quello dei dipendenti, che rappresentano quasi la metà della platea complessiva: erano 319.077 nel 2015 e sono scesi a 252.131 nel 2016, con un calo del 21%. Per loro l'assegno medio aumenta di 3 euro, passando da 1.218 euro a 1.221 euro. La riduzione dei nuovi pensionati si aggira sulle stesse percentuali per la categoria dei commercianti, che passa da 56.809 del 2015 a 43.232 dello scorso anno (-23,9%). Per loro però la pensione scende di ben 24 euro, passando da 935 euro a 911 euro (-2,6%).

Risultati simili si registrano per gli artigiani: il numero dei nuovi pensionati passa da 73.792 a 56.749 (-23,1%), mentre l'assegno viene tagliato di 39 euro. Da 985 euro del 2015 si arriva quindi a 946 euro dello scorso anno. Anche il numero dei coltivatori diretti che lasciano il lavoro si avvicina alle percentuali delle altre categorie (-21,5%), passando da 36.797 unità a 28.882 unità. In questo caso l'assegno si riduce di 18 euro (da 633 euro a 615 euro).

La pensione sociale è quella che ha ridotto più di tutte le categorie, in percentuale, il numero di nuovi percettori con un taglio del 28,7%, passando da 48.297 a 34.411 unità. L'assegno aumenta, invece, di 4 euro, passando da 395 euro nel 2015 e 399 nel 2016. Infine ci sono i parasubordinati, che da quota 35.230 nuovi pensionati del 2015 passano a 28.072 dello scorso anno (-20,3%); cresce invece di 28 euro l'assegno, che da 164 euro arriva a 192 euro.

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