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Il dado è tratto. Questione di ore o di giorni al massimo, e il PD va verso la scissione. La minoranza dem, che fa capo a Michele Emiliano, Roberto Speranza ed Enrico Rossi, dovrebbe a breve annunciare la formazione di un nuovo soggetto politico di sinistra, che punta a conquistare percentuali a due cifre, magari stringendo un’alleanza con Nichi Vendola e compagni. Nel tentativo di mettere nell’angolo gli oppositori interni, Matteo Renzi si è dimesso da segretario. Obiettivo: vincere il congresso a marzo e le successive primarie di aprile, in modo da presentarsi forte all’appuntamento con le amministrative di maggio-giugno. L’unica certezza in questo marasma politico desolante è l’indebolimento del governo Gentiloni, che se proprio per le vicissitudini interne al PD è destinato a durare fino alla fine della legislatura, al peggio di quest’anno, da qui in avanti sarà sempre meno nelle possibilità di fare alcunché.

Non sappiamo, a onor del vero, se Renzi riuscirà a tenere salda la leadership del partito depurato dalle minoranze di sinistra. Finora, egli ha potuto contare sulle truppe parlamentari di Dario Franceschini e di Andrea Orlando, che anche in questo fine settimana appena trascorso hanno recitato il ruolo dei sostenitori e pacieri. Difficile, tuttavia, escludere che non abbiano giocato allo sfascio, ovvero a spingere l’ex premier a dimettersi dalla carica di segretario, magari nella speranza che una reggenza nelle loro mani possa più facilmente portare a una sostituzione della leadership, attraverso una revisione delle regole per correre per la segreteria. (Leggi anche: Congresso PD, Renzi scende e Orlando sale[1])

Governo Gentiloni debole

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Dicevamo, il governo Gentiloni dovrebbe durare fino a fine legislatura, salvo incidenti parlamentari, ma sarà più debole. In effetti, più che di una buona notizia, per esso sarà quasi una condanna. La minoranza dem, quand’anche restasse nel PD, d’ora in poi si renderà visibile agli italiani, uscendo allo scoperto in Parlamento su tutti quei provvedimenti sensibili per l’elettorato di sinistra.

E così, aspettiamoci che saranno inaspriti i toni dello scontro con Bruxelles sulle misure di austerità richieste, ovvero i 3,4 miliardi di euro di manovra correttiva dei conti pubblica da varare entro poche settimane. Il peggio arriverà nel primissimo autunno, quando il premier Paolo Gentiloni e il suo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovranno reperire i 20 miliardi per evitare la stangata dell’IVA, che si avrebbe scattando le clausole di salvaguardia. (Leggi anche: Manovra conti pubblici, Renzi scherza col fuoco[2])

Fine 1° parte. Vai a pagina 2[3]

References

  1. ^ Congresso PD, Renzi scende e Orlando sale (www.investireoggi.it)
  2. ^ Manovra conti pubblici, Renzi scherza col fuoco (www.investireoggi.it)
  3. ^ Vai a pagina 2 (www.investireoggi.it)

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