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Emergenti

Lorenzo Raffo, PUBBLICATO: 2 ore fa

Plus500

Una World Bank in rupie indiane rende bene, pur con la variabile cambio. La tenuta dei 71,8 Eur vs Inr punto di riferimento per entrare o no.

Emergente sì seppur valuta forte: può sembrare contradditorio, ma lo è meno di quanto appaia. La rupia indiana viene infatti considerata la divisa più solida fra quelle dei Paesi in via di sviluppo, grazie soprattutto alla buona gestione della Banca centrale di Bombay, nondimeno penalizzata lo scorso anno da un rinnovo dei vertici. Il contesto si mostra quindi abbastanza sicuro e lo è ancor più l’obbligazione oggi proposta, proprio in rupie, emessa da World Bank (rating AAA) nell’ambito del suo piano “Sustainable”, riferito a progetti che generino positivi impatti sociali o ambientali. Si tratta della 5,8% scadenza 22/7/2021 (Isin XS1442212145 – lotto minimo 150.000 Inr equivalenti a 2.140 euro). Prima di analizzare il bond è il caso di testare comunque la moneta indiana.

Fase incerta

Esaminandola su periodicità mensile, la rupia conferma di essere tuttora inserita in un canale di rafforzamento sull’euro, sebbene dal 7 aprile si sia verificata una retromarcia dovuta solo in parte alla maggiore fiducia riposta nella nostra divisa. L’aver ritoccato quota 70 Eur vs Inr ha portato a forare alcune medie mobili, quelle con frequenza fino a 50 sedute, mentre la 100 si colloca ancora sopra (a 70,7) e la 200 pure (a 71,8). E’ così quest’ultimo il livello da monitorare nella distinzione fra area di stabilità – appunto sotto i 71,8 – o di instabilità, il che avverrebbe nel caso rompesse tale rapporto di cambio. Il tasso di inflazione resta modesto in India, attestandosi al 3,8%, mentre quello di interesse è fermo da ottobre al 6,25%, in un trend all’ingiù in atto da due anni. L’attuale fase di incertezza non confuta il giudizio per la rupia di valuta “strong”, che si basa sulla formidabile crescita del Pil, attestato – su base annua – al 7%.