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Recep Tayyip Erdogan è riuscito per un soffio a farsi assegnare poteri quasi illimitati dal referendum costituzionale indetto il 16 aprile scorso, riscuotendo il 51% dei consensi per la sua riforma della Carta fondamentale, contro il 49% di contrari, nonostante la brutale repressione dei dissidenti attuata dal governo a lui fedele dal fallito golpe del luglio scorso. Dal referendum ad oggi, ovvero in meno di tre settimane, la lira turca guadagna circa il 5% contro il dollaro, attestandosi a un cambio di 3,5487 nella tarda mattina odierna, anche se dall’inizio dell’anno il bilancio resta negativo dello 0,6%.

Il rally della lira turca non sembra granché riporre su basi macroeconomiche solide, semmai sulla fiducia dei mercati per una stabilizzazione del corso politico interno, ora che Erdogan di fatto è padre e padrone della Turchia. C’è speranza, in particolare, che d’ora in avanti la banca centrale possa essere più autonoma nelle decisioni, potendo contrastare adeguatamente la debolezza del cambio da una parte e l’impennata dell’inflazione dall’altra.

Il nodo inflazione

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La crescita annuale dei prezzi ad aprile ha subito una brusca accelerazione all’11,9% dall’11,3% di marzo, salendo ai massimi dal 2008. Ad averla sostenuta sono stati, in particolare, i generi alimentari, i cui prezzi risultano aumentati del 15,6% su base annua, stando a TurkStat. L’istituto ha formalmente un target d’inflazione del 5%, ma che non riesce a centrare da circa 5 anni e mezzo, mettendo in dubbio la propria reputazione.

Il governatore Murat Cetinkaya ha assicurato che l’inflazione tenderà al 5%, visto che la politica monetaria resta improntata a raggiungere tale obiettivo, ma considerando che nessuna azione adeguata sia stata adottata dall’istituto allo scopo, lo scetticismo appare più che giustificato. Erdogan non vuole una stretta monetaria, perché rischia di alimentare dubbi sulla sua fama di fautore dello sviluppo economico, che ha assecondato e sostenuto sin dal suo arrivo al governo un quindicennio fa.

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References

  1. ^ Vai a pagina 2 (www.investireoggi.it)