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Le borse europee anche ieri hanno risentito del brutto momento che sembrano attraversare da alcuni giorni.

Plus500

Le borse europee anche ieri hanno risentito del brutto momento che sembrano attraversare da alcuni giorni. La partenza della nuova settimana ha ricalcato il finale della precedente, con gli indici europei impegnati a proseguire fin dall’apertura del mercato il movimento correttivo verso i forti supporti da cui è partito l’impulso di fine ottobre. Li ho elencati ieri: area 12.900 per il Dax; 3.580 per Eurostoxx50; 22.000 per il nostro Ftse-Mib.

Il movimento ribassista è culminato pochi minuti prima dell’apertura del mercato USA ed ha portato il Dax tedesco proprio in zona supporto (minimo realizzato 12.960), mentre Eurostoxx50 lo ha addirittura penetrato in modo consistente, arrivando a 3.545. Il nostro Ftse-Mib, che si presentava come il più lontano della triade dalla zona di pericolo, si è permesso di arrivare a perdere anche l’1% fino a 22.270.

Gli osservatori hanno subito avuto l’impressione che la reazione di Wall Street, partita in gap ribassista, sarebbe stata decisiva per le sorti della giornata. Ebbene, come spesso accade, gli investitori americani hanno mantenuto i nervi assai più saldi di quelli europei e, dopo aver testato i minimi di venerdì, SP500 ha iniziato a recuperare, infondendo coraggio ai pavidi europei, che hanno potuto così chiudere la seduta assai lontano dai minimi di giornata, sebbene in negativo. Eurostoxx50 è persino riuscito a ritrovare l’appiglio per rimanere attaccato al supporto di 3.580, che sembrava già irrimediabilmente perduto.

Wall Street ha poi proseguito con calma il recupero ed ha chiuso in modesto rialzo la seduta, che costituisce un buon viatico per la delicata settimana da affrontare. La cera degli indici USA non è più spavalda come non molti giorni fa, quando non passava seduta senza che qualche indice, o magari tutti i principali, ritoccasse il massimo storico. Però non si percepisce alcuno stato d’animo allarmato.

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