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C'è l'accordo sulla Brexit. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dopo l'incontro con la premier britannica Theresa May a Bruxelles. «È stato un negoziato difficile, ma ora abbiamo una prima svolta, sono soddisfatto dell'accordo equo che abbiamo raggiunto con la Gran Bretagna», ha dichiarato Juncker.

«Abbiamo lavorato duro» per arrivare a un accordo sulla Brexit, «non è stato facile per entrambe le parti», ma ora ci siamo. Così la premier britannica Theresa May.

Ora è giunto il momento di «iniziare i negoziati sul periodo di transizione» per la Brexit, che la Gran Bretagna «ha chiesto di due anni in cui vuole rimanere membro dell'Unione doganale e del mercato interno, ma questo alle nostre condizioni». E «vogliamo anche iniziare a discutere sulle future relazioni tra Ue e Gran Bretagna». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo l'incontro con la premier britannica. Tusk raccomanderà l'adozione ai 27 del «progresso sufficiente» sulla prima fase.

Se Londra vuole restare nel mercato unico e nell'Unione doganale per altri due anni dallo scattare della Brexit nel marzo 2019, dovrà rispettare una serie di condizioni fissate dall'Ue. Queste sono, ha elencato Tusk: il rispetto di tutta la legislazione europea incluse le nuove misure, il rispetto degli impegni finanziari che implica la permanenza transitoria, la supervisione giuridica Ue e tutti gli obblighi a questa relativi, mentre l'Ue continuerà il suo processo decisionale e legislativo senza il Regno Unito a cui questo dovrà adeguarsi durante tutto il periodo transitorio.

«Dobbiamo cominciare a discuterne il prima possibile», ha sottolineato Tusk. Per quanto riguarda le relazioni future, invece, ha avvertito il presidente Ue, «abbiamo bisogno di più chiarezza di cosa succederà quanto la Gran Bretagna lascerà il mercato unico e l'Unione doganale, per questo dobbiamo iniziare subito le discussioni esplorative». Le nuove relazioni per Tusk non dovranno limitarsi solo a quelle commerciali ma anche a sicurezza, difesa, politica estera, lotta al terrorismo e alla criminalità, su cui «il Consiglio dovrà adottare nuove linee guida all'inizio dell'anno prossimo» per condurre la seconda fase dei negoziati.