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Boom di acquisti sull’euro, che accelera al rialzo dopo la notizia dell’accordo di principio raggiunto dopo una maratona durata tre giorni, tra il CDU della cancelliera tedesca Angela Merkel, i socialdemocratici di Martin Schulz e il CSU, partito bavarese ‘gemello’ del CDU guidato da Horst Seehofer. La moneta unica testa il record dal 2014, superando la soglia di $1,21, spinto anche dal tono più falco della Bce che è emerso ieri con la pubblicazione delle minute.

Il dollaro sconta invece i timori sull’economia Usa che sono tornati anche a causa delle dichiarazioni di William Dudley, presidente della Fed di New York, che teme che la Banca centrale Usa verrà costretta ad alzare i tassi in modo più aggressivo.

Anche se la Fed ha alzato i tassi nel corso degli ultimi due anni, ha fatto notare Dudley, le condizioni finanziarie di oggi sono infatti più accomodanti rispetto a quando Yellen & Co. hanno iniziato a drenare la liquidità presente sui mercati. Il risultato è che la Banca centrale Usa potrebbe essere costretta ad alzare i tassi in modo più sostenuto che in passato per far fronte al probabile surriscaldamento dell’economia. “se ciò accadesse, il rischio di un hard landing aumenterebbe”.

(in fase di scrittura)