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Seria preoccupazione sul bilancio italico. La Commissione Europea, in una lettera, ha espresso al governo italiano “seria preoccupazione” per la significativa deviazione che emerge dalla nota di aggiornamento al DEF rispetto al percorso di aggiustamento fiscale raccomandato dall’UE.

Giovedì 11 ottobre, la nota è stata approvata in Parlamento (nonostante il parere negativo dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio). Ora il governo deve inoltrare il Documento Programmatico di Bilancio a Bruxelles, che avrà due settimane di tempo per formulare le sue raccomandazioni.

Il Brasile va al ballottaggio. Con il 46% delle preferenze alle presidenziali in Brasile, il candidato dell’ultradestra conservatrice Jair Messias Bolsonaro ha riportato un risultato decisamente consistente ma insufficiente a consegnargli la vittoria al primo turno: prossimo appuntamento il 28 ottobre, quando al ballottaggio Bolsonaro affronterà Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori, fermo al 29% nel primo turno.

Revisione al ribasso per il Fondo Monetario. Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le previsioni di crescita per la prima volta da oltre due anni, alla luce dell’escalation delle tensioni commerciali e dello stress dei mercati emergenti. Secondo le nuove indicazioni, l’economia globale crescerà del 3,7% quest’anno e il prossimo, rispetto al +3,9% previsto tre mesi fa. È la prima revisione al ribasso da luglio 2016.

Grafico della settimana

Grande rotazione in vista? Il rialzo del rendimento decennale statunitense al 3,15% ha suscitato molto scalpore tra i media statunitensi che ha spinto alcuni ad invocare come prossima la grande rotazione dall’azionario all’obbligazionario. La tesi principale è che il differenziale tra il Treasury e il Dividend Yield dell’S&P 500 abbia raggiunto un differenziale tale da spingere gli investitori verso i Treasury.

Come si sono mossi i mercati

Brusca frenata per gli indici azionari. Dopo la lettera della Commissione UE e la replica stizzita degli esponenti del governo giallo-verde, la percezione del rischio italico e le conseguenti vendite sull’azionario si sono intensificate.

A metà settimana i riflettori si sono spostati sugli Stati Uniti, con la peggiore seduta da febbraio per l’S&P 500 e addirittura dal referendum sulla Brexit per il Nasdaq. VIX ai massimi da sei mesi. Le prospettive di una FED più velocemente restrittiva nel rialzo dei tassi (come avvenuto ad inizio anno) hanno pesato su Wall Street.

I rendimenti dei titoli di Stato USA a 10 anni, in compenso, hanno toccato i massimi dal 2011. E questo ci porta al tema caldo del momento.

Spread “abbonato” a quota 300. L’asta dei BTP (6,5 miliardi a 3, 7, 15 e 20 anni) si è chiusa con una domanda fiacca sulla parte breve ma alquanto robusta sui 7 e i 20 anni. Spread intorno ai 300 punti per tutta la settimana, con l’avversione al rischio che ha fatto allargare anche il differenziale degli altri emittenti periferici.

La sterlina e le voci sulla Brexit. Sul finire della settimana lo yuan cinese ha mostrato un recupero nel cambio con il dollaro statunitense. Euro/dollaro USA sull’1,15. Le indiscrezioni a proposito di un accordo su Brexit entro lunedì hanno dato un po’ di vigore alla sterlina.

Oro in ripresa, petrolio in calo. L’oro si è sbloccato dall’impasse tornando sopra i 1.200 dollari USA all’oncia. Sul fronte del petrolio greggio, in calo sia il Brent che il WTI. L’OPEC, da parte sua, ha tagliato le stime di crescita della domanda mondiale per il 2018 e per il 2019, precisando che l’aumento della produzione russa di petrolio, a settembre, ha compensato il calo costante di quella iraniana.

Da segnare in agenda

Europa – Focus in settimana sullo ZEW tedesco (16 ottobre) e sull’indice dei prezzi al consumo (17 ottobre). Attenzione in Italia al dato sul debito (il 15 ottobre), agli ordini e alle vendite dell’industria (il 16 ottobre) e alla bilancia commerciale con l’Europa (sempre il 16). Entro la serata del 15, il nostro Paese dovrà far pervenire il Documento Programmatico di Bilancio alla Commissione UE.

Stati Uniti – Richieste sussidi di disoccupazione, vendite al dettaglio, produzione industriale, permessi di costruzione rilasciati e vendite di case esistenti sono tra i dati attesi in settimana dagli States, oltre all’Empire Manifacturing (15 ottobre) e al Leading Index (18 ottobre). In settimana usciranno anche i verbali dell’ultima riunione del FOMC.

Gran Bretagna – Fari puntati sul mercato del lavoro con l’indice dei salari medi inclusi bonus e la variazione delle richieste di sussidi disoccupazione. In calendario anche l’indice dei prezzi al consumo e le vendite al dettaglio.

Cina – Venerdì 19 ottobre si conosceranno la variazione annuale del Prodotto Interno Lordo nel terzo trimestre e della produzione industriale a settembre.