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(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 13/10/2018 13:23

Una nuova crisi finanziaria potrebbe avere origine dall'Italia. E' quanto si legge sul 'New York Times' secondo il quale gli ingredienti ci sono tutti: una grande quantità di debito discutibile; banche deboli; un governo irregolare e un'economia considerevole in grado di infliggere danni collaterali fuori dai confini italiani. E secondo il prestigioso quotidiano americano "non bisogna essere italiani per preoccuparsi delle ripercussioni".

"La storia suggerisce che il mondo va incontro a un'altra crisi finanziaria", esordisce il NYT per il quale "i piani di spesa populisti del governo di Roma, considerati spericolati da gran parte dei circoli finanziari, hanno causato picchi dei tassi di interesse sul debito italiano, minacciando di creare una cosiddetta spirale negativa che si propagherà su una economia in difficoltà".

Secondo il quotidiano della Grande Mela "il bilancio proposto ha messo in luce le cuciture della coalizione di governo, in cui una delle parti favorisce tagli alle imposte favorevoli alle piccole imprese mentre l'altra programmi di welfare estremamente costosi. Più in generale, ha diviso il governo populista, che ha promesso di portare avanti un bilancio che considera un imperativo politico, e l'establishment finanziario italiano che teme ciò che la spesa farà all'economia del Paese, alla sua credibilità e alle relazioni con l'Europa".

Le crisi finanziarie tendono ad arrivare ogni decennio circa, e oltre all'Italia, ci sono altri indicatori che fanno presagire una situazione pericolosa come la turbolenza economica e politica turca, la guerra commerciale del presidente americano Donald Trump, la Brexit e l'ampio rallentamento della crescita globale.

Ma a differenza di 10 anni fa, le banche centrali potrebbero non essere in grado di venire in soccorso questa volta, ha detto Richard Portes, professore di economia alla London Business School. Hanno consumato gran parte dei loro strumenti per combattere la crisi affrontando l'ultimo crollo.

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