
Roma e le sue Università: Un Eccellente Ecosistema Accademico
Nonostante la distribuzione dei finanziamenti universitari in Italia continui a favorire maggiormente il Nord, Roma si distingue per la qualità delle sue istituzioni accademiche. Questo non è solo un assunto, ma è supportato da dati concreti e da posizioni elevate nelle classifiche internazionali. La capitale ospita università pubbliche e private di grande prestigio, tra cui Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Luiss e Lumsa, tutte ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali.
L’ultima analisi proviene dal QS World University Rankings 2027, in cui la Sapienza si colloca al 111° posto a livello mondiale, segnando il miglior risultato nella sua storia con un incremento di 17 posizioni rispetto all’anno precedente. Dal 2017, l’ateneo ha guadagnato ben 112 posizioni ed è riconosciuto come la prima università generalista italiana. Il punteggio complessivo è di 66,7, con la Sapienza al 65° posto per reputazione accademica, 61° per l’internazionalizzazione della ricerca e 122° per le prospettive di carriera. Inoltre, nel QS Europe 2026 si posiziona al 77° posto con 77,9 punti. Nel Center for World University Rankings 2026, occupa il 129° posto su 21.291 università, risultando la prima in Italia per il quindicesimo anno consecutivo, con un punteggio di 80,8. Anche nell’Academic Ranking of World Universities 2025, noto come Shanghai Ranking, la Sapienza si colloca nella fascia 101-150 a livello mondiale. Infine, nel QS by Subject 2026, è prima al mondo in Classics & Ancient History per il sesto anno consecutivo.
Crescita delle Università Romane
Anche l’Università Tor Vergata mostra una crescita nelle classifiche, collocandosi al 342° posto nel QS 2027, in rialzo rispetto al 355° nel 2026 e al 393° nel 2025, recuperando 51 posizioni in tre anni. Nel Times Higher Education 2026 si trova nella fascia 301-350. Roma Tre, invece, è posizionata tra l’851° e il 900° posto nel QS 2027 e tra l’801° e il 1000° nel Times Higher Education 2026. Nel ranking Shanghai per Geologia, è nella fascia 151-200. Sul fronte delle università private, la Luiss Guido Carli si conferma per il terzo anno consecutivo come la migliore tra le grandi università non statali italiane nella classifica Censis 2026/27, con un punteggio di 95,8, seguita da Bocconi (92,6) e Cattolica (79,0). Nel Financial Times Masters in Finance 2026, il programma di Finanza della Luiss si colloca al 18° posto a livello mondiale e primo in Italia, con un tasso di occupazione del 97% a tre mesi dalla laurea. Nel QS, è 23ª al mondo in Politics and International Studies.
La popolazione universitaria nel Lazio è significativa: ci sono 376.701 iscritti ai corsi di laurea, 59.160 nuovi immatricolati e 69.789 laureati. Inoltre, 43.178 studenti sono iscritti a master, specializzazioni e dottorati. Il numero di studenti internazionali ha raggiunto 19.464, quasi il doppio rispetto ai 10.881 del 2020/21. Nel sistema regionale operano 17.953 docenti e ricercatori, oltre a 7.961 addetti non docenti. La presenza di una massa critica di studenti, docenti e ricercatori crea un ecosistema in grado di generare competenze, ricerca e nuove iniziative imprenditoriali. Roma non si limita a servire il proprio territorio, ma attrae anche studenti da tutta Italia. Il Rapporto annuale Istat 2026 evidenzia una vera e propria migrazione universitaria dal Mezzogiorno verso il Lazio, considerato uno dei territori più attrattivi.
Impatto Economico e Sociale
La mobilità universitaria ha anche un impatto economico significativo, poiché molti di questi giovani entrano nel mercato del lavoro nei territori in cui sono stati formati. Questo fenomeno contribuisce ad aumentare anche le entrate degli atenei romani. La Sapienza, ad esempio, ha registrato nel 2024 proventi operativi pari a 965,4 milioni di euro, con circa 112.000 studenti e oltre 21.000 laureati. Complessivamente, i principali atenei romani superano gli 1,5 miliardi di proventi operativi annuali. A questi dati si aggiunge l’indotto generato da studenti fuori sede, personale, ricercatori e visitatori, che stimola la domanda di alloggi, trasporti, ristorazione e servizi, ampliando anche il bacino di competenze per le imprese.
La ricerca rappresenta un ulteriore aspetto di rilevanza economica. La Sapienza vanta 191 famiglie brevettuali attive e nel 2025 ha depositato 28 nuove domande di brevetto, con il 61,8% di queste estese all’estero entro un anno. Il trasferimento tecnologico è diventato una componente fondamentale dell’attività dell’ateneo, con brevetti, licenze, spin-off e start-up che portano i risultati della ricerca nel mercato. Nel 2025, la Sapienza ha investito 120.000 euro per sostenere almeno sei nuovi progetti di imprenditorialità accademica, offrendo un contributo di 20.000 euro ciascuno e supporto per lo sviluppo del modello di business. La Luiss, dal canto suo, ha instaurato oltre 500 collaborazioni con aziende e istituzioni, accelerando 130 start-up e collaborando con oltre 160 Top Employer ai Career Day, mentre la sua rete Alumni supera i 60.000 professionisti.
Nel 2024, la Luiss ha registrato 162,7 milioni di euro di proventi operativi, con la ricerca finanziata da pubbliche amministrazioni, enti e privati che ha superato i 10 milioni di euro. Anche gli altri atenei della capitale si distinguono: la Lumsa è prima tra le università non statali di medie dimensioni nella classifica Censis 2026/27, con 89,2 punti; il Campus Bio-Medico si posiziona secondo tra le piccole università con 92,4 punti, in crescita di 5,6 punti; mentre Unint e l’Università Europea di Roma occupano rispettivamente il quarto e il quinto posto con punteggi di 90 e 87,6.










