L’amministrazione Trump si appresta a intraprendere un’iniziativa di grande rilevanza per quanto riguarda le catene di approvvigionamento strategiche.

Secondo le informazioni diffuse da Bloomberg News e Reuters, il presidente degli Stati Uniti è pronto a lanciare il Project Vault, un programma dal valore di 12 miliardi di dollari mirato alla creazione di una riserva strategica di minerali critici. L’obiettivo principale è quello di diminuire la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina e di tutelare l’industria nazionale da possibili shock nell’offerta e oscillazioni dei prezzi.

Il progetto prevede una struttura finanziaria mista, con 1,67 miliardi di dollari di capitale privato affiancati da un prestito record di 10 miliardi di dollari proveniente dalla U.S. Export-Import Bank, con un periodo di rimborso di quindici anni. Il consiglio dell’Ex-Im Bank dovrà votare per autorizzare questo finanziamento, che rappresenterebbe la più grande operazione mai realizzata dall’istituto.

### Project Vault: una “riserva petrolifera” per i minerali strategici

Il Project Vault è concepito come l’equivalente, nel settore minerario, della Strategic Petroleum Reserve. Invece di contenere petrolio, la riserva includerà terre rare e minerali critici, come litio, nichel, cobalto e gallio, essenziali per la produzione di veicoli elettrici, semiconduttori, batterie, dispositivi elettronici e sistemi militari avanzati. Questa iniziativa si propone di affrontare le crescenti preoccupazioni di Washington riguardo al controllo esercitato da Pechino lungo l’intera filiera globale dei minerali critici, dalla loro estrazione alla raffinazione. Negli ultimi anni, le restrizioni all’esportazione imposte dalla Cina hanno messo in evidenza la vulnerabilità delle industrie occidentali, costringendo alcune aziende statunitensi a ridurre la produzione.

### Project Vault: il coinvolgimento dell’industria americana

Il progetto ha già attratto l’interesse di oltre una dozzina di importanti gruppi industriali, tra cui General Motors, Stellantis, Boeing, Corning, GE Vernova e Alphabet (Google). La gestione dell’approvvigionamento dei materiali sarà affidata a tre grandi aziende del trading di materie prime: Hartree Partners, Traxys North America e Mercuria Energy Group.

Il meccanismo è stato progettato per garantire stabilità: le aziende coinvolte si impegnano ad acquistare determinati volumi di minerali a un prezzo stabilito e a riacquistarli in futuro allo stesso costo, contribuendo così a ridurre la volatilità dei prezzi. In cambio, ottengono accesso a una riserva condivisa da cui attingere in caso di crisi nelle forniture, pagando un costo per lo stoccaggio e il finanziamento.

### Implicazioni geopolitiche e industriali del Project Vault

Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump, finalizzata a rafforzare l’autonomia strategica degli Stati Uniti. Oltre alla creazione della riserva, Washington ha già effettuato investimenti diretti in aziende minerarie statunitensi e ha siglato accordi di cooperazione con Paesi chiave come Australia, Giappone e Malesia, con l’intento di diversificare le fonti di approvvigionamento.

Dal punto di vista politico, il progetto si affianca a iniziative legislative bipartisan: solo il mese scorso, il Congresso ha presentato una proposta per una riserva pubblica di 2,5 miliardi di dollari dedicata ai minerali critici. Il Project Vault rappresenta un chiaro segnale ai mercati e a Pechino: gli Stati Uniti intendono ridurre la dipendenza strategica dalla Cina per quanto riguarda i materiali essenziali alla transizione energetica e tecnologica.

Inoltre, il programma potrebbe contribuire a una maggiore stabilità dei prezzi, attenuando gli effetti di shock geopolitici che, in passato, hanno causato impennate nei costi di minerali come il nichel e altre materie prime fondamentali.

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