
A dicembre 2025, l’Italia ha registrato una spesa effettiva pari al 12,2% dei fondi strutturali disponibili per il periodo 2021-2027, corrispondente a 8,9 miliardi di euro su un totale di 72,9 miliardi. Questa informazione proviene da un’analisi condotta dalla Uil, basata sui dati forniti dal Dipartimento Politiche di Coesione, relativi alla prima scadenza per la certificazione della spesa alla Commissione Europea.
In una nota del servizio Lavoro, Coesione e Territorio del sindacato, si evidenzia che, a oltre tre anni dall’inizio della programmazione 2021-2027, si osserva un utilizzo lento di risorse europee fondamentali per lo sviluppo nazionale e per la riduzione delle disuguaglianze sociali, territoriali e occupazionali.
Analizzando l’avanzamento dei Programmi nazionali, affidati alle amministrazioni centrali, si nota che su una disponibilità finanziaria di 24,9 miliardi di euro, la spesa effettiva risulta essere del 13,1%, pari a 3,3 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio, il programma nazionale “Pn Ricerca e Competitività” ha certificato spese per il 16,7% della somma totale; il “Pn Giovani, Donne e Lavoro” ha raggiunto il 15,6%; il “Pn Metro Plus e Città Medie Sud” il 15,2%; mentre il “Pn per la Giusta Transizione” si attesta solo all’1,8% e il “Pn Scuola e Competenze” al 4,8%.
L’andamento è simile anche per la programmazione regionale: su una dotazione di 47,9 miliardi di euro, la spesa certificata è di 5,6 miliardi, pari all’11,7%. Analizzando i singoli programmi regionali (PR), il Friuli-Venezia Giulia ha certificato il 22,4%; la Liguria il 21,9%; il Piemonte il 20,7%; mentre Emilia-Romagna e Veneto si attestano al 17%. Al contrario, la Sicilia ha registrato solo il 7,3%; la Campania l’8,5%; Puglia e Abruzzo l’8,7%, e la Calabria il 9%.
Ivana Veronese ha commentato che, alla luce di questi dati, è fondamentale avviare tutti i processi necessari per garantire rapidità, qualità nella spesa e ‘addizionalità’ delle risorse, anche in seguito alla recente revisione dei Programmi. Ha sottolineato che raggiungere il target europeo di certificazione della spesa non è sufficiente, essendo un obiettivo minimo e di breve termine. “Con questo ritmo, rischiamo di dover utilizzare gran parte dei fondi poco prima delle prossime scadenze, con conseguenze negative sull’efficienza e il successo dei progetti”, ha aggiunto Veronese, chiedendo al governo di avviare un tavolo di confronto per definire misure che accelerino la spesa, concentrando le risorse su pochi, ma strategici obiettivi.