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Mercati: L’Europa resiste grazie all’industria tradizionale, banche in difficoltà mentre le telecomunicazioni prosperano – Aggiornamenti

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Chiusura variabile per le Borse europee nell’ultima seduta di febbraio, con un rinnovato interesse per l’economia tradizionale.

A Parigi, l’indice ha registrato una flessione dello 0,47%, fermandosi a 8.580 punti, mentre Londra ha chiuso con un incremento dello 0,7%, raggiungendo i 10.922 punti.

Francoforte ha mostrato un andamento piatto, con una lieve diminuzione dello 0,02%, attestandosi a 25.267 punti. Madrid ha subito una contrazione dello 0,63%, chiudendo a 18.379 punti. A Milano, il principale indice ha perso lo 0,45%, influenzato negativamente dalle vendite nel settore bancario. In particolare, Mps ha registrato un calo significativo del 6,7%, seguita da Mediobanca con una diminuzione del 6,2%. Anche Banco Bpm (-3,02%), Popolare Sondrio (-2,8%), Bper (-2,4%), Unicredit (-1,8%) e Intesa (-0,88%) hanno mostrato performance deboli. A livello europeo, il settore bancario ha subito una contrazione, segnando la prima perdita mensile in otto mesi, con l’indice Stoxx che ha registrato un -1,7%. Tra i principali contributori a questo calo si segnalano Commerzbank (-3,7%) e Barclays (-4,2%).

Nonostante ciò, lo Stoxx 600 ha chiuso in modesto rialzo dello 0,1%, grazie ai titoli delle telecomunicazioni e dell’energia. Tra i titoli in calo, EssilorLuxottica ha subito una flessione del 5,89% a causa di notizie riguardanti un possibile ingresso di Alibaba nel mercato degli occhiali intelligenti.

Positiva la performance del settore automobilistico, con Stellantis in aumento del 2,4%, seguita da BMW e Michelin, entrambe in crescita dello 0,7%. Anche il settore delle telecomunicazioni ha registrato il miglior aumento mensile dal 2022, con Telefonica in crescita del 5,5%, BT del 4,3% e Cellnex del 3,3% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.

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